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Regione/ Vendola: «Questo sarà un governo contro la povertà»

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Si è tenuta ieri la prima riunione della nuova giunta regionale pugliese di centro sinistra dopo il rimpasto deciso dal presidente, Nichi Vendola, perchè alcuni precedenti assessori sono stati eletti parlamentari. Lo stesso Vendola, eletto deputato, dovrà decidere entro metà maggio se rimanere governatore o confermare il seggio a Montecitorio; in tal caso in Puglia si tornerà a votare per il rinnovo dell’assemblea.

Nel nuovo esecutivo, composto da sei uomini e cinque donne (cinque sono gli assessori esterni) e messo a punto dopo numerose polemiche tra Vendola e il Pd, fa parte con la delega al Bilancio il consigliere regionale Leonardo Di Gioia, eletto nelle liste del Pdl e poi passato nel gruppo Misto dopo essersi avvicinato all’area di Monti.

«Abbiamo avuto – ha commentato Vendola – una prima messa a punto di quella che deve essere una straordinaria esperienza di rilancio. Non un governo di sopravvivenza. Era un modo per fare il punto della situazione, su quale debba essere la marcia con cui questa amministrazione riprende il suo cammino. L’obiettivo è di completare la legislatura fino al 2015, di dare un impulso straordinario all’insieme delle attività in corso e in cottura che riguardano l’opera di modernizzazione della Puglia».

“Penso di aver fatto, nel modo meno felice per come si è sviluppata questa vicenda, il miglior governo possibile per rispondere ai problemi di questa regione”.

“Per come ha funzionato sino ad ora – ha spiegato – molti voti in consiglio regionale hanno avuto oggettivamente il significato di voti di fiducia nei mie confronti, ma senza bisogno che questo sia rappresentato come un ricatto, come Vendola che mette sotto la sua sferza la maggioranza. No, non ho nessun segnale di guerra da dare alla mia maggioranza. Sono ad incoraggiare la mia maggioranza ad essere una maggioranza”.

«Sono le condizioni della buona politica – ha aggiunto – che io mi sento di chiedere a tutti. Senza queste condizioni non ci sarà nè il governo nè più il presidente Vendola. Ho detto che le mie condizioni per restare al timone della Puglia in questi due anni sono legate pesantemente al far corrispondere un’esperienza di governo all’attesa che c’è in Puglia. A fare di questo un governo attivo giorno e notte contro la povertà, che faccia la guerra alla povertà. Questo significa avere una squadra di governo coesa, una maggioranza larga non sottoposta al capriccio di un singolo ma che possa sentire la missione che noi avvertiamo di dover svolgere il nostro servizio nei confronti della comunità pugliese».

«Ho inteso sino in fondo rispettare il ruolo e la sensibilità dei partiti – ha concluso – senza mai rinunziare alle mie prerogative, il cui esercizio è un vantaggio per i partiti».

NUOVA SQUADRA –

Nichi Vendola presidente;

Angela Barbanente, vicepresiden­te, Urbanistica e politiche abitative;

Loredana Capone, Sviluppo economico;

Leo Caroli, La­voro;

Elena Gentile, Sanità;

Giovanni Giannini, Lavori pubblici e trasporti;

Leonardo Di Gioia, Bilancio;

Silvia Godelli, Mediterraneo, cultura e turismo;

Guglielmo Minervini, po­litiche giovanili;

Fabrizio Nardoni, Agricol­tura;

Lorenzo Nicastro, Ambiente;

Alba Sasso, Diritto allo studio e formazione.