The news is by your side.

Vieste/ Arrestato un rapinatore

2

Mentre cercava di vendere diamanti rubati in gioielleria. Il colpo in un negozio di Chieti due mesi fa fruttò un bottino di 200mila euro: riconosciuto nel filmato dell’aggressione, ora si cerca il presunto complice.

 

Risiedeva a Vieste uno dei presunti autori della rapina all’Antica gioielleria di Chieti del 31 gen­naio scorso, sottoposto a fermo dagli agenti del com­missariato di Manfredonia in collaborazione con i col­leghi della squadra mobile di Foggia. E’ un giovane di 26 anni già noto alle forze dell’ordine, Yassine Radouang nato in Marocco ma residente da tempo nella cittadina garganica, accu­sato di rapina aggravata in con­corso, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Il suo compli­ce è tuttora ricercato per lo stesso colpo in gioielleria che aveva fruttato un bottino in preziosi del valore di quasi 200mila euro.
In due, ben vestiti, con il volto parzialmente. coperto da occhiali e dal berretto, erano entrati nel negozio col pretesto di acquista­re dei gioielli. Non avevano armi ma si sono avvalsi della forza fisica per strattonare la titolare, che cadendo aveva battuto il capo riportando lesioni, e costringerla a sdraiarsi a terra mentre ri­pulivano la cassaforte. Era stata la stessa donna a chia­mare il 113 e a fornire ai poliziotti della squadra mobile di Chieti una descrizione dei due individui che avevano parlato con accento meridionale. La polizia procedeva anche all’acquisizione dei filmati ripresi dalle video­camere di sorveglianza posizionate sugli edifici nelle vicinanze di via Pollione, ove ha sede la gioielleria, non distante dalla cattedrale di San Giustino. Dall’esame è risultato i malviventi erano giunti in loco a bordo di una macchina noleggiata a Vieste. In virtù di tale riscontro, veniva contattato il commissariato di Manfredonia che, operando da tempo a Vieste, conosceva nu­merosi pregiudicati del posto, tra cui Radouany, arresto a no­vembre 2012 per reati inerenti gli stupefacenti, le cui fattezze sembravano corrispondere a quelle di uno rapinatori in tra­sferta. Gli investigatori sipontini sono riusciti a sapere che il suddetto aveva di recente pro­posto in vendita un diamante e che quindi non tutta la refurtiva era stata ancora piazzata. il dirigente del commissariato, Luciano Di Prisco, ha disposto il controllo costante del sospettato. L’appostamento di lunedì scorso presso una, gioielleria viestana in piazza Garibaldi ha prodotto il risultato sperato. Radouany è stato visto arrivare a bordo della sua vettura e fermarsi vicino al negozio di preziosi al momento ancora chiuso. Accortosi della pre­senza della polizia, si è dato a precipitosa fuga inseguito dalla pattuglia che è riuscita a bloccarlo all’inizio di lungomare Colombo. Con l’ausilio del personale del reparto prevenzione crimini di Bari, si procedeva alla perquisizione dell’auto e personale in quanto il ma­rocchino aveva tentato di nascondere negli slip un in­volucro di cellophane contenente un anello d’oro bianco con diamante, un paio di orecchini con diamanti azzurri, un pendente di oro giallo ‘con raffigurazione, due dia­manti e un prezioso orologio. Nell’abitazione altri ele­menti che lo ricollegavano alla rapina. Il giovane è stato riconosciuto, a mezzo di fotografia inviata a Chieti, dalla titolare del negozio rapinato, Isa Carla De Marco. Po­sitivo anche il riscontro per i monili recuperati.

Anna Maria Vitulano