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Vieste – POLITICA, PRUDENZA DA’ L’ALLERTA, SI DISCUTE, TUTTI D’ACCORDO… E POI?

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«Guardarsi negli occhi e fare una seria analisi sulle problematiche amministrative». Era questa la motivazione, preannunciata da queste colonne, con la quale il vicesindaco ed esponente dell’UdC Mimmo Prudenza aveva spiegato la sua intenzione di rinunciare alle deleghe.

Ne è scaturita una riunione di maggioranza con la presenza, oltre al sindaco Ersilia Nobile, di tutta la pattuglia di Giunta, del gruppo consiliare e di altri sostenitori dell’Amministrazione.
Come in una partita di calcio, l’incontro si è sviluppato in due tempi con campo di gioco l’Hotel Merinum sul lungomare Mattei. Primo tempo sabato mattina 16 marzo. Prudenza espone le sue ragioni ovvero le difficoltà del dare risposte alla cittadinanza, quelle economiche delle casse comunali, uno certo sbilanciamento di deleghe fra gli assessori, la lentezza ed indecisione della tecnostruttura comunale, ecc. Per tutto questo, il vicesindaco riafferma la sua disponibilità a lasciare se non si attua un serio ripensamento (azzeramento?) complessivo.
Su molti di questi punti un po’ tutti gli assessori si dicono dello stesso avviso, tanto che sembrano tutti disposti a fare come Prudenza: restituire le deleghe, per ripartire da zero con nuovo impulso e rinnovati obiettivi. Ad onor del vero c’è chi già da tempo, oberato dalle troppe responsabilità viste le deleghe avute, si è già dato disponibile a lasciare. Su questa ipotesi però un veterano del gioco della politica mette subito un paletto, ricordando l’adagio che togliendo una pietra "c’ scoffl’ la macer". Ad un certo punto arriva la notizia della morte della piccola nipote dell’ex sindaco Spina Diana ed il sindaco Nobile decide di interrompere l’incontro.
Si riprende lunedì sera 18 marzo. Si doveva proseguire da dove ci si era fermati in precedenza, ovvero da un possibile rimpasto di Giunta per rilanciare l’attività amministrativa? Niente affatto, tutto dimenticato. Si argomenta, invece, che la questione sollevata da Prudenza è strettamente amministrativa nel senso che non riguarda le forse politiche per cui il tutto deve essere vagliato e risolto in ambito di Giunta. In pochi minuti finisce la riunione e tutto resta indefinito ed… irrisolto. Sull’esito dell’incontro le interpretazioni successive sono alquanto variegate.
Per qualcuno è tutto risolto nel senso che sono emerse quelle difficoltà oggettive con cui l’Amministrazione si deve confrontare (in primis quelle finanziarie) che  per ammninistratori non esperti (navigati) è come… navigare con il mare agitato. Tutto questo però non intacca in alcun modo l’assetto politico-amministrativo. Per qualcun’altro, invece, la situazione avrebbe bisogno di una più approfondita analisi, una sorta di esame di coscienza, in cui ognuno dovrebbe prendere atto di una situazione generale difficile che necessita di impegno forte e coeso di tutta la Giunta.
La situazione delle casse comunali è davvero precaria, schiacciata da innumerevoli gravami. Qualche esempio? C’è il peso dell’imposizione fiscale che ha portato a mancati pagamenti di tasse e tributi. C’è il peso degli esiti sfavorevoli dei cosiddetti «ricorsi Tarsu» che incombe come una mannaia. C’è il peso delle vicende legate al porto turistico per cui si rischia di dover sborsare al vecchio gestore qualche milione di euro.
A fronte di tutto questo, che i più pessimisti ritengono possa portare alla dichiarazione di dissesto del Comune, non sarebbe opportuno fare una verifica complessiva della situazione per ripartire, anche con un rimpasto od una riassegnazione di deleghe, pur di uscire da uno stallo che rischia di farci finire fuori strada?