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Peschici / Il ‘vola della colomba’, trionfa!

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In un’atmosfera quasi surreale, un intero paese senza distinzione di età e sesso – grandi e piccoli, donne e bambini – si è lasciato travolgere e inseguire da un afflato di emozioni tramutate in un lungo e sentito applauso quando sabato 23 marzo,

 a Peschici, al termine della due-giorni dedicata alla “Passione Vivente”, sulle note della colonna sonora del film “The passion” di Mel Gibson, una bianca colomba è volata nel cielo a testimoniare la Resurrezione di Cristo Gesù, simbolo della pace nel mondo e segno dello Spirito Santo sceso su ognuno dei presenti. Un finale tanto spettacolare quanto inaspettato di fronte a un pubblico partecipante e silente che ha guardato e seguito quella “pura” colomba
che volando via dal sepolcro, prima di librarsi in volo per perdersi nell’infinito, ha voluto posarsi per qualche istante sull’architrave della Chiesa attirando tutti gli sguardi su di sé. Quasi un richiamo, un monito a dire a tutti che Cristo era lì con noi e che dopo la morte c’è la luce della Resurrezione e, dopo il dolore e il buio della croce, quella luce rischiara nel cammino della vita che si affronta con la gioia. Questo il messaggio finale della Passione Vivente: la gioia, sentimento che aleggiava visibilmente su tutti i volti soddisfatti di chi ha partecipato attivamente alla manifestazione contribuendo all’ottima riuscita della rappresentazione. Ma riviviamo le parti salienti della passione. Il tutto si è svolto in due giorni pienissimi: il primo (venerdì 22) ha visto in scena la rappresentazione dei Miracoli di Gesù che si è svolta in piazza S. Antonio con ospite d’eccezione il Vescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, che ha mostrato grande apprezzamento.Dal Battesimo di Gesù fino al momento dell’arresto non sono certamente mancati i momenti di grande pathos e suspence, come nel miracolo della “Resurrezione di Lazzaro”, del “Cieco nato” e della “Guarigione del paralitico”, e momenti di grande effetto scenico come nella “Rappresentazione dell’ultima cena” e del “Miracolo delle nozze di Cana”. Il tutto ha ruotato intorno alla figura di Gesù interpretato da Stefano Biscotti (sua anche la regia). Il secondo giorno si è passati invece alle scene strazianti della “Via Crucis” ambientate nelle vie del paese. Non era il rumore del vento a farla da padrone ma le sferzate che venivano continuamente date sul
corpo del Cristo dai suoi aguzzini mentre percorreva le stradine del centro storico. La Via Crucis ha visto la partecipazione delle due parrocchie di padre Tonino e don Davide che hanno arricchito le stazioni con letture e riflessioni. Molto emozionante la scena tra Gesù e Pilato recitata alla Torre del Ponte ma la scena più suggestiva che maggiormente ha colpito i presenti è stata quella della Crocifissione. Nell’immaginario collettivo la Croce è uno strumento di tortura, il più tremendo e infamante, perché chi veniva crocifisso era cosciente fino alla fine. Quando si è visto il Cristo crocifisso il pubblico è rimasto attonito, ha sentito su di sé il dolore, lo strazio, la sofferenza. Le
lacrime vere che abbiamo visto scendere sul volto straziato di Maria Addolorata che abbracciava a sé quel figlio morto sono diventate le lacrime e l’emozione di tutti i presenti. Quindi il buio, ma poi la luce e la gioia nel volo della colomba. A chi ha reso possibile questo fiume di emozioni diciamo semplicemente grazie.

Camilla Tavaglione

 

 

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