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Per un’altra Vieste/ Abitare sostenibile a Vieste

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Ormai è una certezza. Quest’amministrazione comunale è come un  Re Mida al contrario, tutto quello che di buono può venire da una legislazione questo Sindaco e la sua maggioranza lo trasformano nel peggio. E’ successo nel Consiglio Comunale di oggi a proposito della delibera che riguarda gli incentivi da applicare per l’edilizia sostenibile.

 La Regione Puglia ha emanato una legge, nel giugno 2008, che rappresenta uno straordinario strumento innovativo messo a disposizione dei cittadini, dei progettisti, delle imprese edili e degli enti pubblici quali i Comuni. Il fine di questa legge, che si chiama “norme per l’abitare sostenibile”, è intraprendere un’azione a favore della sostenibilità ambientale dell’edilizia.
 La sostenibilità non è solo risparmio energetico o raccolta differenziata, ma è una concezione diversa dell’organizzazione delle città e della vita dei cittadini. Risponde ad un imperativo etico per il quale lo sviluppo di oggi deve essere rispettoso dell’ambiente. Le risorse non sono infinite e soprattutto non si possono negare alle future generazioni le stesse necessità di quelle attuali.
La Regione Puglia ha voluto questa legge perché il settore dell’edilizia è il settore industriale a più alto impatto ambientale e rappresenta un fattore di elevato rischio ecologico.
Il rischio si esplicita innanzitutto nel consumo sfrenato del territorio,nell’uso di tecniche costruttive ed impiantistiche, nei consumi energetici incontrollati, nei materiali utilizzati, nell’inquinamento elettromagnetico ed altro ancora.. Basti pensare che si è calcolato che il settore industriale in Europa consuma il 45% dell’energia complessiva, produce il 50% dell’inquinamento e quasi il 50% dei rifiuti.
Abitare sostenibile significa soprattutto ridurre l’impatto ambientale, ridurre tutti quei rischi accennati, ridurre  il consumo delle risorse energetiche, di acqua, la produzione  di rifiuti. Significa, soprattutto, migliorare il benessere degli abitanti della città.
Per arrivare agli obiettivi di “abitare sostenibile”oltre agli indispensabili strumenti normativi sono necessarie anche le campagne di sensibilizzazione e di informazione nei confronti dei cittadini, dei tecnici, delle imprese edili perché tutti  siano pronti ad abbandonare abitudini consolidate.
Questa premessa è indispensabile per capire l’importanza dell’oggetto della discussione in Consiglio Comunale e soprattutto per capire l’importanza della legge regionale.
La delibera illustrata dall’assessore all’urbanistica Raffaele Zaffarano, non contiene nulla dello spirito della legge regionale; anzi mette in risalto proprio la concezione di quest’amministrazione comunale che addirittura arriva a piegare la normativa rispetto agli interessi di pochi, invece che della comunità.
Infatti, il compito del Comune doveva essere quello di deliberare in merito alla graduazione degli incentivi previsti dalla legge. Gli incentivi riguardano sia i cittadini acquirenti sia le imprese edili costruttrici. Gli incentivi per gli acquirenti riguardano la riduzione di TARSU e IMU e possono arrivare addirittura al 100% di riduzione (nel caso della TARSU) per chi acquista case a livelli di sostenibilità più elevati (dal livello 1 al livello 5). Gli incentivi per gli acquirenti rappresentano uno stimolo alla richiesta da parte del mercato di abitazioni con le caratteristiche di sostenibilità. E’ inutile dire che di questi incentivi non si è fatta alcuna menzione. Quindi zero incentivi per chi deve acquistare.
Non avevamo dubbi, invece, che gli incentivi sarebbero stati rivolti ai costruttori,. Si tratta della riduzione del costo di costruzione e della possibilità di usufruire di incrementi volumetrici del 10%.
La delibera presentata, inoltre, non ha tenuto conto neanche delle linee guida emanate dalla Regione che graduano in maniera differente gli incentivi non solo a seconda del livello di sostenibilità, ma anche a seconda se si tratti di interventi di adeguamento, di demolizione e ricostruzione e di interventi di nuova costruzione.
Per la riduzione del costo di costruzione sono state previste riduzioni per i più alti livelli di sostenibilità (4 e 5), ma senza tener conto del diverso tipo di intervento. Mentre per l’aumento della volumetria, i nostri amministratori hanno messo tutti sullo stesso piano. Indipendentemente dal grado di sostenibilità e dal tipo di intervento, tutti possono aumentare del 10% il volume.
Noi abbiamo richiesto che si ritirasse la delibera così formulata, per fare in modo che se ne scrivesse una nuova che rispondesse ai principi ispiratori della legge regionale.  Considerando che sono passati ben cinque anni dalla sua entrata in vigore, non sarebbe cambiato molto se si impiegava ancora un po’ di tempo per scrivere una delibera migliore-. La proposta di ritiro è stata respinta. Nessun dubbio in merito. Siamo, invece, molto curiosi di conoscere quali saranno le imprese costruttrici che usufruiranno di questi incentivi.

Gruppo consiliare “Per un’altra Vieste”
Annamaria Giuffreda
Giuseppe Calderisi