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Rodi/ Diktat del prefetto Latella “Abbassare i toni”

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Dimissioni a raffica. Il sindaco Pinto e l’ex sindaco D’Anelli ricevuti dal prefetto.

 

Non ci saranno più consiglieri d’opposizione al Comune di Rodi Gargani­co. Il sindaco Nicola Pinto e la sua maggioranza composta da Pd e Psi amministreranno senza la presenza dei consiglieri di minoranza. Lunedì a tarda sera si sono dimessi gli esponenti di cen­trodestra, l’ex sindaco Carmi­ne D’Anelli e Giuseppe Ven­trella, preannunciando che gli altri sei candidati consi­glieri non eletti, man mano che scatteranno i provvedi­menti di surroga, comuniche­ranno la loro intenzione di non assumere l’incarico. Per la prima volta almeno da queste parti un ente locale non avrà all’interno della principa­le assemblea cittadina la pre­senza dell’ opposizione. Sinto­mi che fanno comprendere che non si placa la bufera a Rodi Garganico dopo i gravi attentati ai danni di ammini­stratori locali e loro familiari. Lo scontro politico, che po­trebbe essere all’origine degli inquietanti episodi criminali, resta alto. Ieri l’attuale sinda­co Nicola Pinto e l’ex primo cittadino e consigliere d’op­posizione D’Anelli sono stati convocati dal prefetto, Luisa Latella. Non c’è stato però nessun faccia a faccia tra i due, entrambi hanno incon­trato il rappresentante del Go­verno e il comandante provin­ciale dei carabinieri Antonio Basilicata singolarmente. Il prefetto Latella ha invitato i due esponenti politici di Rodi ad abbassare il livello dello scontro, a riportare tutto in un alveo di civiltà visto quanto sta accadendo. Pinto si sarebbe lamentato per la decisione assunta dal­l’opposizione di non essere presente più in Consiglio. D’Anelli avrebbe ribadito che lui e la minoranza non intendono tornare indietro e che eserciteranno fino in fondo la prerogativa consentita dalla norma di dimettersi. Le di­missioni sue e del consigliere Ventrella sono state formaliz­zate lunedì sera nel corso di una seduta del Consiglio co­munale svoltasi nel centro garganico sotto il controllo di carabinieri e Digos. «Ci dimettiamo in segno di protesta e di condanna dopo gli ultimi episodi di violenza che han­no riguardato componenti del Consiglio comunale e che mai si sono verificati in for­me così brutali». In un altro passaggio della lettera consegnata anche al prefetto i con­siglieri scrivono: «Ci dimettia­mo nella consapevolezza che il ruolo svolto oggi dal sindaco e dalla maggioranza non abbia necessita alcuna di averere il controllo politico dell’opposizione». Insomma un clima tutt’al­tro che collaborativo, mentre restano oscuri i motivi di tan­ta violenza esplosa nell’ultimo mese. Ieri pomeriggio l’ex sindaco D’Anelli è stato in procura a Lucera, convoca­to dal procuratore. Domenico Seccia sulla cui scrivania c’è il fascicolo dell’attentato all’abitazione di D’Anelli. Sabato, scorso ignoti hanno sparato alcuni colpi di fucile contro il finestrone della casa di cam­pagna. Miracolosamente ille­sa la moglie che era nella stan­za presa di mira. 

 

 

 

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