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Puglia/ Funzionano mare e cibo. All’estero brand poco conosciuto

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In nero cinque turisti su uno. Punte altissime di sommerso le troviamo nel Gar­gano ma non a Vieste.

 

Il rapporto fra il turismo dichiarato e quello som­merso in Puglia è di uno a cin­que. E’ quanto emerge da un’in­dagine presentata, ieri, alla Ca­mera di Commercio di Bari al­l’interno di una giornata di stu­dio – voluta da Pugliapromozio­ne, l’agenzia regionale per il tu­rismo – rivolta agli operatori per capire come attrarre più visi­tatori in regione. Secondo la so­cietà Mercury, che ha effettuato l’indagine, sul mercato che non appare – cioè quello generato dall’affitto delle seconde case in nero (rivelatori sono state rac­colta dei rifiuti e vendite dei giornali) – a fronte di 13,3 milio­ni di turisti rilevati nel 2011, ci sono state 62,1 milioni di pre­senze non censite. A ogni pre­senza dichiarata corrispondono 5,60 presenze complessive (3,8 a Foggia, 10,2 nella Bat, 6,6 a Ba­ri, 5,8 a Brindisi, 5,7 a Lecce, 9,8 a Taranto). Punte altissime di sommerso le troviamo nel Gar­gano (a Rignano), le minori a San Giovanni Rotondo, Bari e Vieste. Naturalmente, il molti­plicatore più alto si registra in quelle località dove è più forte il turismo di ritorno di appartenenti a famiglie di origine pu­gliese, Altro punto dolente ri­guarda la notorietà del brand Puglia nel mercato straniero. Se gli italiani sembrano conoscere bene la nostra regione e la scel­gono con convinzione, all’este­ro il cammino è tutto in salita. Secondo Ciset, la Puglia è quar­ta in Italia per grado di notorie­tà, ma solo settima nel mercato straniero (solo il 4% la cita), do­ve regina resta la Sicilia. «La bas­sa conoscenza della Puglia ci preoccupa – ha detto Silvia Ga­sparollo di Ciset – se un prodot­to non è conosciuto, fioriscono gli stereotipi e il passaparola non può essere sufficiente». Co­sì, se i tratti del brand Puglia per gli stranieri sono «bella, ospitale, autentica, da scopri­re», permane lo stereotipo di una regione «classica» e «vec­chia». Come intervenire? Alla do­manda hanno risposto gli stessi intervistati: con maggiori docu­mentari sui luoghi, con delle fic­tion, con una pubblicistica spe­cializzata che all’estero funzio­na ancora, con l’uso dei social network. Ma cosa attira della Puglia? Secondo Demoskopea, primo fra tutti c’è il mare, riconosciu­to come «luogo delle meraviglie» (soprattutto Salento e Gargano che trattengono il 60% de­gli arrivi regionali), settore an­cora in crescita per il prossimo triennio. In generale, il 45% de­gli arrivi è legato a questa offer­ta, il 25% al business, il 15% alla cultura e intrattenimento, il 15% alla spiritualità, natura e wellness. Pari merito alla costa, c’è la gastronomia nel cuore dei turisti. Non si tratta solo di buon cibo e di una riconosciuta offerta enoica di qualità con i marchi negroamaro e primitivo ma, spiegano gli intervistati, al cibo e alle sagre si associa il con­cetto di autenticità, di tradizio­ni vere e di folclore colto, «non imbalsamato, che diventa an­che riferimento giovanile», ha spiegato Gasparollo. Infine, gli stranieri ci scelgono per la capa­cità di «essere ospitali senza ec­cessi, attitudine che conquista anche i nordici compassati, po­co ricettivi all’eccessivo calore di altre etnie meridionali». In primo piano resta naturalmente il giusto rapporto qualità/prez­zo. Cosa non va, invece? “Il pa­trimonio artistico e architettoni­co è quasi sconosciuto e non è in grado di attrarre visitatori. La Puglia è conosciuta solo per una lunga strisciolina di mare che non ha rapporto con l’entro­terra». Grandi spazi si aprono, allora, in questo settore tutto an­cora da costruire. I dati 2012 fan­no registrare oltre 3,2 milioni di arrivi (come nel 2011) e 13,5 mi­lioni di presenze turistiche, un po’ ridotte rispetto al 2011 a cau­sa della crisi. Il 74% degli arrivi e il 61% delle presenze, concen­trati a luglio e agosto, sceglie al­berghi soprattutto a 4 o 5 stelle. il 58% degli arrivi e il 70% delle presenze punta sulla provincia di Foggia (Vieste in testa) e sul Salento (Ugento e Otranto), in ripresa Taranto. Fra gli stranie­ri, al primo posto ci sono i tede­schi (+ 15,7%), seguiti da france­si (+ 24,1%) e Svizzeri (+22.8%). Secondo l’assessora regiona­le al Turismo, Silvia Godelli: “i dati mostrano: la necessità di coniugare maggiore conoscenza del prodotto Puglia all’estero, con una più facile raggiungi­bilità soprattutto legata al vettore aereo; 2) e la denuncia di un sommerso che deve diventare trasparente». E’ evidente, conti­nua Godelli, «che per far cono­scere la Puglia all’estero non sono più sufficienti le fiere, ma sarà necessario anche un programma di cartellonistica e presenza sulle tv».