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Turismo/ Sul Gargano il 50% del paesaggio dell’intera Puglia

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Lo studio-ricerca la rete nazionale che raggruppa ottanta associazioni. Eccellenze selezionate da Meraviglia Italiana, Forum Giovani.

 

Il Gargano ha il cinquanta per cento del patri­monio artistico, monumentale e paesaggistico della Puglia. Eccellenze selezionate da "Me­raviglia Italiana", progetto por­tato avanti dal Forum Nazionale dei Giovani, unica rete nazionale di organizzazioni giovanili con al suo interno circa ottanta associazioni che rappresentano complessiva­mente oltre quattro milioni di giovani, che si pone come fine la promozio­ne dei più sìignificativi si­ti turistico e culturali del Belpaese. Si tratta di vere e proprie eccellenze al­l’interno di un territorio tra i più sugge­stivi d’Italia. Abbazia di Kàlena (Peschici), Campanile della Chiesa di San Nicola di Mira (Rodi Garganico), Castello Sve­vo Angioino (Manfredonia), Chiesa di Santa Maria delle Grazie e Convento di Padre Pio (San Giovanni Rotondo), Piz­zomunno e Architiello di San Felice (Vieste), Faraglioni (Mattinata),. Foresta Umbra, Isole Tremiti; Riserva naturale "Marina Isole Tremiti”, Lago di Varano e Grotta del Santuario di San Michele (Cagnano Varano), Le Fracchie (San Marco in Lamis), il Crocifisso di Va­rano sulle sponde dell’omonimo lago (Ischitella). Scopo dell’iniziativa’ di "Meraviglia Ita­liana’! è quello di guardare al proprio territorio come ad un patrimonio da custodire, va­lorizzare e lasciare alle future generazioni. L’Italia tutta è un insieme di testimonianze che il Mondo ci invidia; il Gargano s’è ritagliato un piccolo ma si­gnificativo "Angolo di patrimo­nio artistico" che racconta il  percorso segnato dalla sua sto­ria. L’unica nota dolente ri­guarda lo stato ,in cui versa l’abbazia di Kalena, un monu­mento – come ricorda Teresa Rauzino – segnalato, dall’inizio del Novecento, da storici dell’arte importanti come Emi­le Bertaux. Un monumento re­golarmente inserito dal Ministero dei Beni culturali nell’elenco dei "luoghi d’inte­resse" fin dal 1917, riconosciu­to come monumento nazionale negli anni Cinquanta ma, nota dolente, lasciato impunemente "franare" sotto il vento e sotto la pioggia. Anni di indifferenza e noncuranza, non soltanto da parte di chi detiene il "possesso" di questi immobili, ma anche da parte della Sovrin­tendenza che è tenuta a vigilare alla loro tutela. Una sorte che accomuna l’abbazia di Kàlena, in agro di Peschici, a tanti mo­numenti "sgarrupati" del Mez­zogiorno". Uno spiraglio po­trebbe aprirsi che consentire­bbe di recuperare l’ex com­plesso monastico, sempre che si intervenga in tempi brevi. L’Abbazia di Kalena è, infatti, inserita nel programma ope­rativo interregionale che vuole promuovere e sostenere lo svi­luppo economico e sociale at­traverso la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e paesaggistiche; una program­mazione di investimenti nel settore dei beni culturali. Lun­go questo percorso si potrebbe avviare il recupero e la rina­scita dell’abbazia di Kalena, un "Bene" che sta perdendo la sua "identità" a causa del degrado in cui versa il monumentale insediamento benedettino si­tuato nella piana di Peschici.

Francesco Mastropaolo