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PDL Manfredonia/ Cartelle esattoriali pazze: Riccardi come Campo 5 anni fa

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L’amministrazione invita nuovamente i cittadini a non pagare, ma chi paga i continui danni provocati dall’incompetenza dell’amministrazione?

 

Non ci è voluto molto tempo e Riccardi scivola sulla stessa buccia di banana di Campo. Ieri si chiamava TARSU oggi TARES, ma i due sindaci dicono la stessa cosa, dopo aver notificato le cartelle di pagamento pazze : “Non le pagate”. Basta non né possiamo più di tutta questa incompetenza e pressapochismo. Amministratori inappropriati, confusi ed incompetenti. Imprigionati nella lotte di poltrone e di partito. Ma come si può pensare di affidargli la soluzione dei nostri problemi, soprattutto in un periodo buio come questo? Incredibile la serie di errori fatta sulla pelle e sulle tasche dei contribuenti.

Oramai siamo alla farsa. Una città allo sbando che sta vivendo il peggior periodo della sua storia moderna e senza che l’Amministrazione ci metta la faccia o prenda i dovuti provvedimenti. Le colpe sono sempre di qualcun altro. Proprio in questi giorni la maggioranza di centro-sinistra taglia il traguardo dei 3 anni di attività (forse meglio di mandato): cosa è stato fatto di concreto, oltre ad azioni spot e di facciata, utili solo all’immagine faceBook di qualche amministratore.

Il pasticcio delle cartelle esattoriali è l’ennesima cartina di tornasole di quarant’anni di malgoverno. I cittadini, già ‘mazzolati’ da un’alta pressione fiscale causata da un governo di tecnici impreparati, sono scoraggiati per la figuraccia che sta facendo fare all’Italia un fallito smacchiatore di giaguari, in arte Bersani, che anziché dare un governo al Paese tenta di salvare la partitocrazia del Pd. E cosa fa l’amministrazione di Manfredonia ? Manda in onda lo stesso film già visto 5 anni fa quando, l’allora sindaco Campo, candidato in pectore per la Presidenza della Provincia di Foggia (oggi malandato segretario provinciale del PD dopo la batosta elettorale), mandò bollette pazze ai cittadini con un incredibile aumento della tariffa TARSU rispetto all’anno precedente.

Allora, a fronte di una sommossa popolare di piazza, con la recondita speranza di accaparrarsi la benevolenza dei propri concittadini in chiave elettorale, Campo stracciò quegli aumenti, dicendo che nessuno li avrebbe dovuti pagare. Creò, invece, lo sforamento del debito del comune nei confronti dell’ASE che arrivò a quasi 8 milioni di euro. Ma quel buco lo abbiamo pagato tutti, o meglio tutti i bravi cittadini, mica gli evasori che continuano a dormire sogni tranquilli. Oggi, il sindaco Riccardi (versus Campo) rassicura tutti giustificando l’errore (quindi ammesso) : “Si tratta solo di una stampa errata; invito i cittadini a non preoccuparsi della scadenza del 31 marzo, non è perentoria”. La domanda, sorge allora spontanea: Perché non ci si deve preoccupare di pagare un’imposta che il comune notifica ai cittadini? Perché non è legittima o perché c’è un errore di stampa delle cartelle ? Per un attimo ignoriamo l’arcano e consideriamo questi dati: L’entrata in vigore della TARES (la tassa che ha sostituito la TARSU, abolita dal 1° di gennaio 2013) che oggi si chiede di pagare è fissata al 1° luglio 2013. Quindi, ogni richiesta di pagamento non è legittima. Per questo e solo per questo l’amministrazione, il Sindaco Riccardi e la stessa società di gestione dei tributi, hanno ammesso che il ‘prelievo forzoso’ è illegittimo.

E’ giunta l’ora di far calare definitivamente il sipario su questo teatrino di malgoverno messo su dalla confusa maggioranza di centro-sinistra.

P.s. : Chi pagherà le spese di stampa e di notifica delle cartelle pazze che il Sindaco dice, invece, che non devono essere pagate ?
 Antonio Conoscitore
Capogruppo Pdl
Consiglio comunale

 

 

 

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