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Vieste – PORTO TURISTICO, REGIONE PUGLIA DISPOSTA A FINANZIARE IL COMPLETAMENTO

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MA C’E ANCHE DA VALUTARE L’INTERESSAMENTO DEI PRIVATI

Per le prospettive future dell’area portuale di Vieste, in particolare del porto turistico, ci sono delle novità che arrivano dalla Regione Puglia. «Siamo stati a Bari con l’ingegner Chionchio, dirigente dell’area tecnica per discutere con l’Ufficio programmazione fondi europei della Regione Puglia. — ci ha spiegato l’assessore comunale all’Urbanistica Raffaele Zaffarano — Prima di recarci a Bari abbiamo redatto una planimetria dell’intero comparto portuale viestano su cui sono stati evidenziati i vari interventi in atto e quelli progettati». 

Di cosa avete parlato?
«Per quanto riguarda il molo sud abbiamo avuto un finanziamento per cui sono già in corso i lavori sul lungomare per il marciapiede e poi si sposteranno, dopo l’estate, verso quel molo dove è previsto il completamento di tutte le urbanizzazioni di quell’area che va dal sistema idrico-fognario, al nuovo edificio per il locale Ufficio Circondariale marittimo fino ai locali della zona. In questo finanziamento è previsto anche un dragaggio della zona…».
Il dragaggio è solo per quella zona e di che entità come risorse economiche? Cosa si farà in pratica con questo dragaggio?
«Non è il dragaggio dell’intero specchio acqueo del porto ma soltanto parziale perché il progetto prevedeva solo questo. Per il dragaggio del restante bacino noi abbiamo già un progetto presentato in Regione per un importo abbastanza consistente, si parla di 3,5-4 milioni di euro. Anche per questo abbiamo discusso con la struttura regionale i cui componenti ci hanno detto a chiare lettere che non potranno finanziare alcun tipo di dragaggio se prima non si individua la causa di questo insabbiamento. A tale proposito la Regione Puglia ha stipulato una convenzione con l’Università di Bari, con cui ci siamo già raccordati per trasmettere tutta la documentazione. Il Dipartimento di ingegneria marittima di dell’Ateneo nìbarese elaborerà uno studio a spese della Regione per valutare quali sono le cause dell’insabbiamento e quindi intervenire soprattutto per eliminarle. Dopo ci finanzieranno anche il dragaggio».
Quali tempi saranno necessari per questo studio per poi passare alla fase attuativa?
«I tempi sono quelli strettamente tecnici per elaborare lo studio. Il Dipartimento di ingegneria marittima ha un laboratorio a Valenzano dove praticamente, per quanto ci hanno riferito, elaboreranno una sorta di costruzione del porto in scala adeguata per verificare, in base a tutti i dati in loro possesso, quale sia la causa di questo insabbiamento e come intervenire. In Regione ci hanno assicurato che non appena lo studio sarà completato, il primo finanziamento riguarderà appunto l’eliminazione delle cause dell’insabbiamento. A seguire ci sarà il dragaggio».
Per l’area dei pontili privati del molo sud, è vero che c’era in itinere un progetto di ridefinizione complessiva di tutta l’area per il quale però c’è stata l’opposizione dei concessionari per cui si è optato per una soluzione di basso profilo?
«Per quanto riguarda il molo sud ed i relativi pontili privati abbiamo emanato un bando per la ridefinizione del Piano regolatore del porto per risolvere queste anomalie che si sono venute a creare negli anni. Nell’attuale Piano regolatore del porto i pontili privati, del molo, non dovrebbero esistere e quindi negli anni si sono mantenuti perchè comunque creano economia nell’ambito della città. A questo punto con la variante al Piano regolatore del porto si dovrebbero sistemare anche queste anomalie. Nel Piano regolatore del porto sarà anche individuata l’area per la realizzazione della nuova sede locale Ufficio Circondariale marittimo. Sarà un po’ ridefinita tutta la situazione prendendo atto di quelle che sono le situazioni attuali».
A proposito dei due manufatti da adibire a mercato ittico, il contenzioso con la Regione si è dunque chiuso?
«Nella planimetria che abbiamo portato a Bari abbiamo ovviamente rappresentato tutto il bacino portuale, dal porto commerciale a quello turistico, la zona sud ed anche l’avamporto, la cosiddetta zona della "Mancina". Proprio per quest’ultima area il Comune di Vieste ha già presentato un progetto per il recupero di quei due manufatti da adibire a mercato del pesce e poi saranno completati i lavori anche sul molo peschereccio. I due manufatti in questione sono stati considerati nel progetto del mercato ittico proprio al fine di recuperarli. Tra l’altro, io già in passato dissi che i due manufatti non erano stati realizzati abusivamente ma c’è solo una piccola parte di un fabbricato che è in difformità rispetto al Piano regolatore del porto. E’ una piccolissima parte che comunque abbiamo già concordato per il recupero con l’Ufficio demanio della Regione che ha condiviso il progetto presentato».
Da questa estate l’area a parcheggio sottostante la parte iniziale del lungomare Europa, nei pressi della rotatoria verso il porto, non sarà più fruibile a tal fine. Come mai? Ci sono delle soluzioni per usarla?  
«Dal punto di vista della destinazione, quella non è un’area a parcheggio, bensì un’area di cantiere. E’ stata utilizzata come area di parcheggio per soddisfare le esigenze estive della nostra città. E’ chiaro che, nel momento in cui saranno fatti gli adempimenti richiesti dalla Regione per sdoppiare la concessione, bisognerà discuterne a Bari in attesa che si definisca poi il progetto per la realizzazione dei servizi su quelle aree».   
Per il porto turistico cosa dicono in Regione?
«Per il porto turistico di Vieste, la Regione Puglia ci ha assicurato che questa infrastruttura sarà completata facendo ricorso, se eventualmente non ci saranno dei privati, proprio a finanziamenti regionali. Questo scaturisce dal fatto che l’Unione Europea, in sede di verifica, ha prescritto che i porti turistici devono essere completati e non possono essere lasciati senza opere collaterali, che sono abbastanza importanti come, ad esempio, la cantieristica».
Per il completamento del porto turistico si è dunque aperto un altro scenario: anziché ricorrere a soggetti privati c’è la possibilità di fruire di risorse pubbliche?
«Questa è un’altra possibilità. Non ci dimentichiamo che, a seguito dell’abbandono e quindi della risoluzione contrattuale con il soggetto [un raggruppamento di imprese capeggiato dalla Pietro Cidonio S.p.A., ndr] che aveva vinto la gara d’appalto per la gestione ed il completamento, gli scenari per la gestione del porto turistico possono essere due. O la gestione diretta da parte della società "Aurora S.p.A". [società quasi interamente controllata dal Comune di Vieste, ndr] oppure scorrere la graduatoria di quella gara d’appalto per verificare se il raggruppamento d’imprese giunto secondo [guidato dalla società "Cala dei Medici", ndr] fosse disponibile. A tal proposito devo dire che i vertici della società "Aurora S.p.A." hanno interpellato ufficialmente questo secondo raggruppamento privato che ha dichiarato la propria disponibilità a valutare la gestione ed il completamento del porto turistico. Quindi le strade per il completamento potrebbero essere due: quella privata e, se fallisce questa, sicuramente ci possono essere delle risorse pubbliche».
Come Amministrazione comunale privilegiate una delle due possibilità?
«A tal proposito bisogna ricordare che c’è una delibera di Consiglio comunale che ha delineato le direttive al Sindaco che rappresenta il Comune, come socio di maggioranza, affinchè il porto turistico debba essere gestito all’esterno. Per poter modificare questo indirizzo bisognerebbe andare in Consiglio comunale. Io ritengo che, se il secondo raggruppamento è disponibile alle condizioni del bando, evidentemente si dovrebbe far prima, quindi completare prima il porto turistico e metterlo in esercizio. Quindi se è così, ritengo che non ci siano problemi… perché comunque le direttive sono queste. Quindi chi arriva prima… l’importante è finire il porto turistico perché, quantunque vengano completate le opere con fondi pubblici, rimarrebbe sempre il problema della gestione».
La vicenda con il vecchio gestore del porto turistico, ovvero il gruppo di imprese guidate dalla "Cidonio S.p.A." è chiuso o ci sono ancora dei contenziosi? La struttura è stata riconsegnata all’"Aurora S.p.A."?
«La vicenda con la "Cidonio S.p.A.", per le notizie che conosco, non è ancora chiusa. C’è stata la nomina di un perito da parte del Tribunale per verificar lo stato di consistenza. Non mi risulta che l’area sia sta riconsegnata perchè l’"Aurora S.p.A." non ritiene di poter prendere in consegna le aree fino a quando non sarà fatta la verifica sulla reale situazione del porto turistico».
Per il contenzioso di parla di richieste esorbitanti da parte della "Cidonio S.p.A." per un presunto danno?
«C’è la richiesta di oltre 4 milioni di euro perchè la "Cidonio S.p.A." ha addirittura impugnato gli atti di gara. A loro dire il porto turistico non poteva essere dato in sub-concessione per le ragioni riportate nel ricorso».
In attesa di chiudere il contenzioso con la "Cidonio S.p.A." e di verificare quali dei due percorsi finanziari, pubblico o privato, sia più opportuno percorrere, per l’imminente stagione estiva quali soluzioni sono praticabili?
«La società "Aurora S.p.A.", insieme all’Amministrazione comunale, si è già mossa. Si sono avuti diversi incontri con la struttura regionale del demanio marittimo proprio per definire come mettere in esercizio il porto turistico nel momento in cui sarà riconsegnato all’"Aurora". E’ venuto fuori che bisogna fare degli adempimenti tecnici perché, a parere della Regione, per il porto turistico, in quanto struttura non completata, va sdoppiata la concessione. Quindi la parte completata si potrebbe mettere in esercizio nel momento in cui viene stralciata la concessione delle aree dove c’è il cantiere».
Per la sua esperienza e per gli umori raccolti in Regione, ce la si può fare a mettere tutto in funzione per questa estate o si rischia di restare ancora in questa fase di stallo?
«Noi contiamo di farcela, perchè comunque il consiglio di amministrazione [dell’"Aurora S.p.A.", ndr] si sta muovendo con i tecnici, per i vari adempimenti. Ci stiamo muovendo, sia sul fronte regionale per la questione della concessione, sia su quello del secondo raggruppamento ed anche per vedere di trovare una soluzione con il primo raggruppamento, guidato dalla "Cidonio S.p.A." per la riconsegna delle aree».


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