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Vico del Gargano/ Esplorato il deserto

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Non c’è nulla da esplorare, siamo quattro gatti,  lo sanno anche i neonati.

 

Chi si aspettava la valle dell’Eden (quella della Bibbia, non gli intrighi di Steinbeck) dalla esplorazione decretata da PDL, PD, UDC, UDIcappa è rimasto deluso. In conclusione, si tratta piuttosto del deserto dei Tartari: azzerato il PD, semisfilato l’UDIcappa, spaccato il PDL, resistono, come macigni in mezzo alla strada, solo le tante contraddizioni di un maleodorante inciucio.
Maleodorante non perchè puzzano le ascelle come quelle di Ruby rubacuori, come dice il gossip, ma perchè si è passato un veloce colpo di spugna su tutte le vecchie e note posizioni di un personale politico amministrativo che dice una cosa e puntualmente ne fa un’altra.
L’Amministrazione Damiani si è chiusa con una solenne e pubblica dichiarazione degli esponenti del PDL:” mai più con i comunisti. Abbiamo sostenuto questa amministrazione perchè non era né carne né pesce”. Questo concetto è stato più volte ripetuto man mano che si avvicinava la scadenza della consiliatura. Oggi siedono comodamente a tavola, senza limiti e confini, insieme ai resti “comunisti”. Altro argomento, questo sì da esplorare, è la piena e incondizionata adesione all’approvazione del Piano Urbanistico Generale dopo che per l’intero percorso formativo si è fatto tiro al bersaglio con ogni pretesto e con ogni lungaggine. Non è una novità, poiché è noto a tutti lo stile e l’approccio che gli esponenti di questa parte politica hanno del territorio, della sua tutela, del consumo del suolo, della pratica del cemento e mattoni e di quali sono gli interessi della clientela e del voto raccomandato. Sono certo, anzi certissimo, che appena il PUG arriverà, se arriverà, sul tavolo del Consiglio comunale si riprenderà a chiedere lumi e spiegazioni particella su particella, metro dietro metro sino allo sfinimento, con buona pace del principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte ai propri interessi. Inoltre, è cosa risaputa in ogni luogo del quadripartito, che si riflette dell’importanza e della complessità delle decisioni che si aspetta il paese e serpeggia l’idea di proporre un candidato sindaco all’altezza delle aspettative. Infine, il dopo Amicarelli ha lasciato il segno negli sfasciacarrozze, e i rapporti personali continuano a pesare sull’intera compagine.
In questo clima si avvia la campagna elettorale per dare una nuova amministrazione al paese.

Michele Angelicchio