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Peschici/ La Corte dei conti al Comune «Piano di rientro a febbraio»

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Novanta di giorni di tempo (dal momento della notifica) per presentare il piano contabilmente plausibile di rientro dalla situazione debitoria accertata . nel mirino il ren­diconto dell’esercizio 2010 e restitu­zione dell’anticipazione di tesoreria.

Piano altresì da approvarsi con de­liberazione del Consiglio Comunale pre­vio parere dell’organo di revisione eco­nomico-finanziaria. Termine massimo fissato per centrare gli obiettivi al 31 dicembre 2015. E’ questo in sintesi il diktat emanato dalla Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la regione Puglia al Comune di Peschici in seguito all’adu­nanza dello scorso 17 ottobre. La missiva è stata notificata il 26 novembre 2013 al protocollo generale del Comune gar­ganico. Quindi sulla carta il sindaco attuale Franco Tavaglione (che non era in carica nel 2010) ha tempo fino alla fine di febbraio 2014 per ottemperare a quan­to richiesto dai giudici contabili baresi. Severo il giudizio della Corte che nella sua pronuncia lunga 25 pagine ha ri­levato più di una criticità: «In primo luogo il verificarsi di un immotivato ritarda da parte dell’ente municipale nel fornire adeguato riscontro alle richieste istruttorie. Difatti l’istruttoria è stata avviata rimarcano da Bari in data 16 maggio 2012 e la risposta è pervenuta alla sezione di controllo il 28 maggio 2013. Tale atteggiamento dilatorio. continuano i giudici in quanto immotivato e oggettivamente non giustificabile, ap­pare di una gravità estrema scrivono in quanto poste in essere da uffici di un ente con problematiche di equilibri di bilancio ai limiti del dissesto finan­ziario». Sono pertanto al lavoro al Comune di Peschici per approntare un piano che dovrà prevedere il completo e duraturo rientro dell’anticipazione di tesoreria cui – hanno certificato dalla sezione di controllo – si è ricorso costantemente. Altra criticità riscontrata riguarda l’in­ventario non aggiornato. La Corte nella sua pronuncia ha rimarcato la piena collaborazione dell’attuale primo cittadino che in occasione dell’adunanza dello scorso 13 ottobre ha assicurato che «saranno affrontati tutti i problemi per ristabilire la normalità contabile dell’ente». Tavaglione in quella occasione, a garanzia delle intenzioni dell’amministrazione comunale, ha de­positato agli atti la deliberazione di intenti (impegni) dell’assise del 15 ot­tobre 2013 avente per oggetto proprio la razionalizzazione delle spese correnti e l’intensificazione dell’attività di recu­pero dell’evasione fiscale. In buona so­stanza il piano di rientro dovrà essere capace di superare definitivamente lo stato di insolvenza e riportare in con­dizioni di equilibrio la cassa dell’ente entro il corrente anno o entro il termine di conclusione dell’eventuale manovra correttiva da approvarsi con la pros­sima deliberazione di salvaguardia de­gli equilibri di bilancio e comunque entro il termine massimo del 31 di­cembre 2015,’ in considerazione – hanno spiegato dalla Corte – del fatto che la rilevazione della massa debitoria è av­venuta nel 2013. Insomma ci sarebbe tempo per rimediare.

Francesco Trotta


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