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Strade a pezzi, la Provincia diventa un bancomat: maxirisarcimenti per gli incidenti

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Cinque milioni di debiti fuori bilancio per l’ente commissariato.

 

Quasi cinque milioni di debiti fuori bilancio. E di questi, un milione se n’è andato per “sentenze di condanna per “l’Ente relative a sinistri stradali avvenuti su strade provinciali, allagamenti terreni e relative spese legali”. E non solo, perché la stessa voce si ritrova anche in un altro capitolo di spesa: 2 milioni e mezzo di debiti “rivenienti da sentenze esecutive relative al risarcimento danni arrecati a terzi per sinistri stradali, spese legali, per maggiori/oneri lavori pubblici, spese di manutenzione presso edifici scolastici, spese per inflazione da contratto trasporto pubblico locale”.

La delibera con la quale si riconoscono i debiti è del 17 dicembre dello scorso anno, a firma del commissario straordinario Costantini. E se il Palazzo di Città di Foggia può ritenersi “il Comune delle cause perse” (in quanto molti dei debiti fuori bilancio sono stati causati dalle sconfitte nelle udienze), anche la Provincia di Foggia si ritrova dunque con un balzello niente male.

Colpa di quelle strade “killer” che la Provincia ha da tempo ammesso di non poter curare appieno, complice l’assenza di fondi. In una recente delibera, si mise addirittura a verbale che l’Ente aveva racimolato dei soldi, per riaprire la provinciale verso Candela. Una situazione che dovrebbe migliorare con l’arrivo dei 55 milioni di euro dei Fas, su cui nei giorni scorsi hanno polemizzato l’assessore regionale al Bilancio (con un passato nello stesso ruolo alla Provincia) Leo Di Gioia e il senatore Lucio Tarquinio.

Nel frattempo, però, la situazione del manto stradale ha trasformato la Provincia in un ‘bancomat’: soldi facili per chi è coinvolto in incidenti e dimostrare che l’incuria ha causato il sinistro diventa un gioco da ragazzi.  La questione politica "abolizione sì – abolizione no" rischia di puntare i riflettori esclusivamente sulla riforma delle Province e di nascondere i problemi nella gestione quotidiana degli Enti. Strano che da Palazzo Dogana nulla emerga su questa situazione e l’approvazione di una delibera così "costosa" avvenga in sordina. Commissario Costantini, se ci sei batti un colpo.


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