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CI HA LASCIATO PADRE REMIGIO DE CRISTOFARO, ETNOMUSICOLOGO DEL GARGANO E NON SOLO… (2)

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Lo conobbi nel 2001 ed ebbe modo giustamente in un certo modo di lamentarsi con me per non aver letto mai sul " Gargano Nuovo", giornale di cui era socio sostenitore un rigo su di lui. Non me lo feci ripetere due volte e gli risposi " lo farò subito io".

 L’articolo lo scrissi subito sul quotidiano di Foggia e poi mi venne pubblicato sul" Gargano Nuovo" dell’Aprile del 2001. Naturalmente procedetti a mandargli subito una copia al Convento di San Berardino dell’Osservanza dove risiedeva.
Una quindicina di giorni dopo mi vidi arrivare a casa un grosso pacco proveniente dalla provincia di Siena. "A primo acchitto" pensai,ma chi me lo manda? Non conosco nessuno di quelle parti." Aprii il pacco e con grande stupore e meraviglia vi trovai una quindicina di libri,tutte le sue pubblicazioni, che mi regalava solo per avergli fatto un articolo che evidentemente aveva molto gradito. Da allora continuò a farmi recapitare ogni sua nuova pubblicazione e io per sdebitarmi non  potei che regalargli le mie e  una foto che lo ritraeva ragazzo insieme a mio padre ed altri dell’associazione cattolica  d’Ischitella.
Inoltre grazie a lui riuscii a individuare chi aveva costruito le Torri di Varano, perchè lo riportava nel suo libro " I canti del popolo" e da quella notizia io riuscii ad approfondire il discorso.
Padre Remigio de Cristofaro oltre che per la sua bontà com’è noto è conosciutissimo come uno dei maggiori ricercatori di musica popolare italiana ed etmusicologo di grande fama.
In molti dei suoi libri come " I Canti del Popolo, Ischitella,le fiabe,le leggende e i personaggi, ricorda il suo paese natio e la riprova del suo amore verso esso pur avendo vissuto quasi tutta la sua vita In Toscana è quella di aver voluto come sua ultima volontà sepolto ad Ischitella.

E’ qualche anno che non lo vedevo e la cosa mi preoccupava un pò, la notizia della sua morte mi è arrivata come un fulmine a ciel sereno,l’ho saputo quando lo stavano già tumulando nel cimitero d’Ischitella,ma sono arrivato in tempo per porgergli il mio ultimo estremo saluto e fare le condoglianze ai familiari. Mi diceva la nipote Lory,negli ultimi tempi si lamentava di avere la testa vuota e purtroppo anche a causa della sua veneranda età,circa 93 anni era pure diventato cieco.
Superfluo sarebbe elencare tutte le sue  numerosissime pubblicazioni e anche quelle impossibilitate a pubblicare,come quella su San Pietro in Cuppis,di cui riuscii a fare la copia della bozza. A Ischitella comunque sarà sicuramente ricordato per aver avuto il merito di raccogliere tutti i canti popolari(testi e musiche)della tradizione ischitellana ,facendo sì che un così ricco patrimonio così importante per le tradizioni del paese non andasse perduto. Ci mancherai tanto padre Remigio,ma rimarrano i canti da te pubblicati,le tue pubblicazioni e quindi rimarrai sempre nei nostri cuori e non sarai mai dimenticato. Addio Padre Remigio.
Peppino Laganella


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