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Reporter della Tua Città/ Quando il web libera il rancore della gente

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A proposito dello slogan “ Ridateci il faro” – Riceviamo e pubblichiamo –

 

Da cittadino viestano, sicuramente fuori dal coro dei visionari a tempo pieno di falsi disastri ambientali e paesaggistici, sono rimasto sconvolto dal clamore con cui i dirigenti locali del Pd e il cosiddetto popolo del web, hanno cavalcato strumentalmente e demagogicamente un “NON CASO” di natura paesaggistica, la costruzione della passerella sull’isolotto del faro, tanto da indire una petizione popolare con tanto si slogan “ Ridateci il faro”.
Trattasi di una passerella di sicurezza, autorizzata con pareri favorevoli espressi da tutti gli enti competenti, che consente alla persona addetta al funzionamento e alla manutenzione del faro, di recarsi al lavoro nel massimo della sicurezza per la propria incolumità, perché voglio ricordare agli appassionati della demagogia che va salvaguardata ad ogni costo la vita anche di una sola persona.
Ai dirigenti del Pd locale, alla costante ricerca della propria visibilità e delle responsabilità altrui,  voglio ricordare che nessuna petizione fu indetta e nessun grido allo scandalo si levò da questi signori nel mentre si consumava uno sfregio urbanistico e paesaggistico con una sopraelevazione in pienissimo centro storico, per carità ugualmente tutto autorizzato, forse perché appartenente ad un compagnuccio?
Sconcertante invece a mio avviso diventa la crociata del corrispondente locale del quotidiano la Gazzetta del Mezzogiorno, Gianni Sollitto, con la pubblicazione di alcuni articoli e relative foto che fanno dire a chi legge ed osserva i luoghi, fuori dal pregiudizio strumentale di falsi competenti, che hanno ragione gli enti che si sono espressi nei pareri, come di un intervento compatibile che non genera alcuna alterazione dei valori paesaggistici ed ambientali, al contrario contribuisce a migliorare la qualità complessiva dei luoghi anche, dico, in prospettiva di aprire, con le dovute autorizzazioni l’isolotto ed il faro a suggestive visite guidate di cittadini viestani e turisti in piena sicurezza. Ricordo al sig. Gianni Sollitto che il vero scempio l’isolotto  lo ha subito  quando gli è stato attaccato il pennello dell’abortito porto rifugio, in quel momento non so se già corrispondente locale,nessuna indignazione si manifestò per fermare una vera ed indelebile macchia ambientale e paesaggistica che ha compromesso il valore assoluto dell’isolotto del Faro di Vieste. Condivido l’idea del  corrispondente quando accosta l’isolotto  al Colosseo,  che pure ha dei camminamenti per visitarlo, al duomo di Milano che pure ha delle  scalinate per visitarlo, ed allora l’invito è di abbandonare il concetto del disastro ad ogni costo e trasformare ,con ottimismo, una struttura  inizialmente  ai tanti sembrata negativa, in una nuova opportunità per i nostri cittadini e ospiti  di poter visitare e meglio fotografare le bellezze della nostra città  dall’isolotto del faro di Vieste  utilizzando la banchina dell’orrore come area attrezzata a Pic-Nic.

Il cittadino A. Solitro    


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