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Charter ad Amendola ma Foggia vuole il Gino Lisa

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Per l’allungamento della Pista sono arrivate 32 offerte. E il ministro Lupi apre a un revisione del declassamento.

 

“È la prima volta che qualcuno della pro­vincia di Bari fa qualcosa per la provincia di Foggia”. Con questa battuta il ministro della Difesa Mario Mauro, ieri a Foggia, ha ringraziato il capo
di Stato Maggiore, il generale pasquale Preziosa (origina­rio di Bisceglie), che ha finalmente dato l’okay all’attiva­zione di voli charter dall’aeroporto Amendola, «La comu­nità aeronautica – ha precisato il ministro – ha deciso di fare un regalo alla provincia di Foggia affinché possa sperimentare tutte le opportunità imprenditoriali legate a un maggior flusso turistico, colmando quella lacuna dettata dall’inattività del Gino Lisa. Amendola mette a . disposizione già da domani la sua struttura e le sue professionalità, ma non può di certo sostituirsi ai tour operator o creare un progetto imprenditoriale. Questo ora spetta al territorio che è bene colga questa chance dimostrando di voler vincere una scommessa. L’esempio dell’aeroporto di Sigonella, che per un periodo ha ospitato i voli del Fontanarossa di Catania durante alcuni lavori, conferma che ciò è possibile». La disponibilità dei militari all’utilizzo civile della pista di Amendola, in attesa che il Gino Lisa torni a diventare autonomo e operativo, è insomma la vera, grande novi­tà’ dopo decenni di dinieghi. Adesso la parola passa alla Regione e ad Aeroporti di Puglia che dovranno avviare una serie di incontri, il primo previsto già la prossima settimana, come annunciato dall’assessore regionale al Bilancio Leonardo Di Gioia. La sperimentazione non la­scerebbe del tutto fuori l’aeroporto Gino Lisa, dove si effettuerebbero comunque i servizi di check-in e che­ck-out, mancando ad Amendola l’aerostazione civile. I passeggeri poi, con un servizio navetta, sarebbero trasportati fino alla pista e viceversa. Insomma, Amendola ~ solo un modo per tamponare l’attuale mancanza di operatività del Gino Lisa. Del resto, a parole ne è convin­ta anche la Regione Puglia che, stando a Di Gioia «conti­nuerà a puntare sullo sviluppo dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia che è strategico». Di Gioia ha parlato della ne­cessità di uno «scatto culturale» perché al ministero dei Trasporti venga proposta una documentazione adeguata che convinca il dicastero delle possibilità di sviluppo del­l’aeroporto civile foggiano nell’ambito del sistema aero­portuale pugliese. Peccato, però, che della delegazione di rappresentanti delle istituzioni e della politica foggia­na (dalla Camera di Commercio al Comune, dal Parco del Gargano al porto di Manfredonia fino a Promodau­nia) che ieri a Roma ha incontrato il ministro dei Tra­sporti Maurizio Lupi per parlare proprio del Gino Lisa (e delle altre infrastrutture strategiche della Capitanata), non fa­cessero parte né rappresentan­ti della Regione (che dello sca­lo è proprietaria), né di Adp (che lo gestisce). Le due ore di confronto si sono concluse con la piena disponibilità del ministro a velocizzare le procedure di Via, ossia la Valutazione di impatto ambientale senza la quale re­sterebbe bloccato l’appal­to dei 14 milioni di euro per l’allungamento della pista dell’aeroporto Gino Lisa il ministro, inoltre, alle sollecitazioni ricevute su una possibile revi­sione della lista degli scali nazionali dopo il declassamento del Gino Lisa di Foggia ad aeroporto regionale, ha risposto che nulla è definitivo. Si tratta di una proposta che dovrà passare per la commissione parlamentare trasporti per diventa­re tra quattro-cinque mesi definitiva Nel frattempo – ha concluso Lupi – sarà responsabilità del territorio, de­gli enti locali e delle imprese prospettare,attraverso un piano industriale dettagliato, quali siano le reali prospet­tive di sviluppo del sistema aeroportuale legato al Gino Lisa In questo senso, oltre al sistema degli enti locali e a quello produttivo, una parte importante dovrà quindi farla anche la Regione, assente a Roma Anche perché l’interesse ad allungare la pista del Gino Lisa (dagli attua­li 1.600 metri a 2.000 non manca: proprio ieri la com­missione di gara di Adp ha preso atto delle 32 offerte pervenute dalle imprese interessate ai lavori. 


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