The news is by your side.

Ecco come la fognatura della piana di Calenella è stata “bocciata”

10

La lettera di Peppino Maratea ex sindaco di Vico del Gargano al presidente Vendola.

 

Illustre Presidente Vendola, quello che segue è il racconto di una “storiaccia” che riguarda la località " Cale­nella", nel territorio di Vico del Gargano, e che vede protagonisti tecnocrati dell’AQP e “dintorni” (l’ing. Vito Colucci e uant’altri della brigata”?), per i quali torna utile, l’indimenticabile aforisma di Mario Missiroli che, a proposito dell’Ente di via Cognetti, amava ripetere: "dà più da mangiare che da bere". Ma vede anche coinvolti, non proprio di passata, alcuni "Dirigenti" dell’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regio­ne che Lei governa, i cui nomi appariranno tra qualche rigo. Dunque: il I7 giugno scorso, in una "nota", che ne richiama un’altra del 5 dello stesso mese, a firma degli ingegneri Antonio Lacatena, e Francesco Bitetto, responsabili del "Servizio Lavori Pubblici" regionale, indirizzata al dotto Pasquale Orlando, diri­gente regionale del "Servizio Attuazione del Programma Qua­dro Rafforzato Reti Idriche", si evidenziava: " … l’Acquedotto Pugliese, quale soggetto attuatore di detti interventi, a seguito di approfondimenti tecnici ed economici (da quale pulpito … ), ha fatto conoscere le motivazioni per cui … quello di fogna nera al servizio di Calenella, nel territorio di Vico del Gargano, del­l’impianto di € 1.200.000 (finanziamento riveniente da "fondi CIPE" per l’emergenza ambientale e lo sviluppo e la coesione territoriale: dr. G. U. dell’ 11 luglio de1 20I2 ) non debba più esse­re realizzato" e debba, invece, essere attribuito alla "costruzio­ne della rete di fognatura nera al servizio dell’ abitato di Racale". Uno scandaloso ritorno all’antico che insinua dubbi e sospet­ti, ma che soprattutto contraddice e annulla il più volte da lei conclamato" ecologismo, nuova frontiera della Regione Puglia" e seppellisce la Sua raffinata cultura ambientale (e non solo), estranea a operazioni di basso profilo e a "prediche domenicali".  Il testo – riportato nelle parti essenziali – scritto nel consueto garbuglio "burocratese", è la plastica rappresentazione di una "macchina" pubblica imbolsita e arrogante: un incomprensibi­le "caso a sé" o una storia di ordinaria follia di una tecnocrazia mitica ed eterna, sciatta e incosciente, e molto poco" smart", per non dire senza ritegno e senza faccia? La castità verbale, in que­sto caso, non è una virtù, specie se si trasforma nell’anestesia della parola. Sicché, un "paradiso" ambientale – come Calenella – rischia, con il probabile inquinamento, di andare in malora: un’offesa alla bellezza, al turismo, all’economia. E’ solo una sciocchezza, una mascalzonata o un crimine che dovrebbe valere ai respon­sabili la galera a vita? E non le dà, almeno, fastidio chi, superpagato, per pigrizia, ignoranza o ragioni di bassa clientela, non ha alcuna intenzione di evitare l’inquinamento di un "tesoro" naturalistico, paesag­gistico, archeologico di rarissimo pregio? Sarò un" demodé", ma mi lascio ancora incantare dallo splen­dore e dall’armonia di quel sito, e continuo ad interrogarmi, in­credulo e sconfortato, sulle misteriose e perverse ragioni che in­ducono a condannare all’incuria un territorio che – inteso come obiettivo turistico e culturale di eccellenza – deve anche alla fo­gnatura la sua sopravvivenza. Un luogo – si direbbe – "per due", senza tempo e, ahimè, sen­za alcuna importanza per i sullodati superburocrati: un luogo omerico, nel senso che sarebbe piaciuto a Omero quel tratto di costa che sembra far festa alla luce. L’avanzare del cosiddetto "progresso" prodigiosamente tro­va qui (ancora) qualche ostacolo, ripagato – quando il sole si le­va o il mare entra in tempesta -da una natura che parla, come appunto Omero parlerebbe. Calenella non è stata guastata dal cemento e non ha bisogno di campagne pubblicitarie per attrarre. E proprio per questo non Le sembra delittuoso che debba essere penalizzato un luo­go che non è diventato un immenso "pigia pigia" di bagnanti, che non si è "rapallizzato", e che ambisce solo a custodire il suo spazio felice, con una minimale richiesta di infrastruttura" civi­le", com’é la fognatura? Ce la meritiamo, dunque, Calenella? Mi torce le budella que­sto dubbio: la decisione – a seguito della quale Le scrivo – è, in­fatti, l’emblema dell’incapacità di mettere a frutto quel "tesoro". E il rischio dell’inquinamento del mare? Ma sa quanto se ne fottono, quelli, del mare? Pensano solo ai soldi: con quelli, il ma­re se lo vanno a trovare da un’altra parte … Questa lunga digressione è solo per attutire, in qualche modo, lo sdegno. L’indignazione – è vero – spesso porta alla generaliz­zazione e a sfociare nel pieno di quella tecnica demagogica, che si chiama qualunquismo. So perfettamente, infatti, che (buona) parte della Dirigenza regionale è competente, preparata e fa il proprio dovere. So altrettanto perfettamente, però, che essa viene relegata quasi sempre nelle retrovie. Mi scuso per questa" serenata" a Calenella, da cui (spero) vie­ne fuori anche la sua condizione di eterna preda. Il rischio che rappresenti un illusorio Eden pastorale, con immagini enfati­che da Arcadia falsa, folkloristica, esiste. Ma Calenella – con l’ "odore ‘dei limoni" e il "brusio delle foglie" -modestissimo "aleph" per tanti – "il luogo" – dice Borges – "dove si trovano tut­ti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli", incoraggia il ri­schio. Il compianto conterraneo e amico Giuseppe Cassieri (scrittore e saggista di qualità e rigore straordinari, un autenti­co "Oro di Puglia", che ha avuto soltanto il "grave demerito" del­l’allergia alla mondanità e ai salotti che contano), a chi gli chie­se "in quali panni di un viaggiatore del passato, che si aggira nel Promontorio, si sarebbe voluto ritrovare", rispose: "I richiami sono molteplici … Ma, fatto il pari e dispari, preferisco indossa­re i panni dell’indigeno, mai stanco di godere da Calenella, tra Rodi e Peschici, il paesaggio marino più struggente che io abbia contemplato in giro per il mondo”. Tornando alla fognatura: una sorte già decisa? E Lei può farsi docile e imbelle strumento di questo "de profundis"? Non ci posso credere! Dal locale Palazzo di Città filtrano poche e poco rassicuranti notizie: tanti i "viaggi della speranza" e i "pellegrinaggi" verso il Capoluogo pugliese, nulli i risultati. Come dar torto a qualche "testa calda", che sa che di "buone maniere" si può anche morire e invoca, perciò, il ricorso alla "Piazza", intol­lerante a un Gargano dove – anche senza aeroporto e comode e celeri vie di comunicazione – è facile arrivare, specie se si è con­quistatori? Alle spicce, illustre Governatore! Non sono solo in gioco il no­stro ambiente, il nostro turismo, la nostra economia: ne va, an­che e soprattutto, del Suo prestigio, della Sua reputazione, del­la Sua storia, della Sua faccia. E, dunque: "Hic Rhodus, hic salta" (il "miles di Plauto non c’entra. Il riferimento è a "qui si parrà … ”). Un segnale positivo che arrivasse tempestivamente da Lei, sa­rebbe l’avvio di un "nuovo’ Umanesimo’ per questa parte del Promontorio. Un saluto e un augurio per la Sua (la nostra) Regione. Con una speranza: quella che la mia missiva non scivoli via, come troppo spesso accade.

Giuseppe Maratea
già Sindaco di Vico del Gargano

—————————————————————————

Informazione pubblicitaria

Fai fruttare i tuoi piatti con l’operazione FRU-TTI-SSI-MA
La frutta e verdura freschissima direttamente in tavola nel tuo albergo, ristorante, villaggio turistico o comunità
Basta telefonare allo 0884/70-00-85 per scoprire un mondo di genuinità, freschezza e risparmio.

…occhio al cestino anticrisi

TUTTO A 0,99
DALLA FRUTTA FRESCA DI STAGIONE ALLE VERDURE DI GIORNATA

a Vieste in via Bovio  – il gran Risparmio è FRUTTISSIMA!!!

FIDATI…

Perché Fruttissima vende frutta e verdure con amore!

 

—————————————————————————–


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright