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Turismo, la regione taglia la burocrazia

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Niente tasse a chi apre agenzie di viaggio. E per i B&B stanze più piccole.

 

La crisi economica «per­dura e si aggrava», ecco perché alla Regione non intendono chiudere il rubinet­to dei soldi pubblici alle impre­se, «specie a quelle di piccole dimensioni- spiega l’assessore allo Sviluppo economico Lore­dana Capone ai consiglieri del­la commissione Industria, pre­sieduta da Ruggiero Mennea. L’ex vicepresidente della giun­ta Vendola annuncia di avere prorogato fino al 30 giugno di quest’ anno il termine per poter usufruire dei contributi che permettano gli acquisti di nuo­vi macchinari e attrezzature. «Abbiamo ritenuto necessa­rio» aggiunge la Capone «pure aumentare dall’ 1 al4 per cento la maggiorazione del tasso uti­lizzato per il calcolo del contri­buto montante interessi»: que­sto perché peggiorano le con­dizioni relative alla concessio­ne di mutui da parte delle ban­che. Mentre nella stessa com­missione consiliare, l’ assessore al Mediterraneo Sil­via Godelli lavora perché alla fi­ne siano approvate a maggio­ranza le modifiche al disegno di legge sul turismo. La Capone fa sapere che lun­go la trincea degli aiuti alle aziende, dal 2009 lungomare Nazario Sauro sborsa qualcosa come un miliardo di euro a fronte di investimenti pari a 2 miliardi. Di questi, 551 milioni riguardano microimprese e aziende che operano nel setto­re turistico, beneficiarie di "sussidi" per 152 milioni. Per le microimprese sono "attive" 2mila 263 domande rispetto al­le 2mila 882 che erano state inoltrate proprio nella speran­za di ottenere una boccata d’ossigeno. Nei settori legati al manifatturiero e al commer­cio, gli incentivi sono pari a 80 milioni, mentre gli imprendi­tori "scommettono" 360 milio­ni. Quanto all’industria delle vacanze, per ristrutturare al­berghi, villaggi o stabilimenti balneari, dal 2010 l’esecutivo pugliese scuce 19 milioni a quelli che scelgono di mettere in gioco 61 milioni. Infine a pro­posito del cosiddetto "Pia turi­smo", delle ventinove istanze presentate solo nove riescono a superare le forche caudine dei controlli: riguardano venti uomini d’affari che mettono mano al portafoglio tirando fuori 130 milioni e avranno agevolazioni per 53 milioni.
Sempre la quarta commis­sione dà il via libera alle corre­zioni delle norme in fatto di tu­rismo ormai vera e propria te­sta d’ariete dell’economia, va­rate nel 2007 . Per spalancare le porte di un’agenzia di viaggio non dovrà essere pagata più nessuna tassa (il vantaggio è in vigore dall’1° gennaio di que­st’anno) così come va al mace­ro pure la "autorizzazione all’apertura", basterà infatti che i diretti interessati esibiscano alle Province la "Scia" segnala­zione certificata inizio attività). Inoltre, «è libera l’attività imprenditoriale di organizzazio­ne di escursioni di durata inferiore alle ventiquattro ore non comprendenti il pernotta­mento in strutture ricettive al­berghiero ed extralberghiere». Si «esonerano» poi i B&b alle­stiti nei centri storici dall’osservanza di una regola prevista in una legge dell’agosto 2013: è quella che stabilisce all’ interno dei bed and breakfast, di avere otto metri quadrati per camere con un posto letto e dodici metri quadrati per quelle matri­moniali. Questo perché spesso e volentieri nei cuori antichi delle città ci sono «configura­zioni particolari» degli edifici – basti pensare ai trulli, per esempio – che non consenti­rebbero di mantenere la pro­messa imposta dal legislatore. 


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