The news is by your side.

Puglia/ Dissesto idrogeologico, Ance: speso solo il 20%

10

Dei 91 interventi per 195 milioni di euro stanziati e autorizzati in termini di cassa con delibera Cipe del 2009 e con ulteriori fondi del Ministero dell’Ambiente e della Regione Puglia per prevenire il rischio idrogeologico nella regione, ne sono stati avviati o ultimati meno del 20%. È dura la denuncia dell’Ance Puglia, a margine della presentazione a Roma di «DissestoItalia – Salviamo il Territorio», il rapporto dell’Associazione dei costruttori edili sul rischio idrogeologico e la lentezza delle procedure di spesa. In Italia su 2,1 miliardi di euro stanziati nel 2009 devono essere ancora avviati lavori per 1,6 miliardi di euro (il 78% delle risorse) e la Puglia, a sentire il presidente regionale dell’Associazione, Nicola Delle Donn e, non fa eccezione.

 

«La lentezza con la quale si stanno spendendo quelle poche risorse stanziate per arginare questi rischi – dice – è incomprensibile, alla luce anche delle tante imprese che falliscono per mancanza di lavoro. È necessario velocizzare la spesa di oltre 150 milioni di euro stanziati e autorizzati per lavori che riguardano la nostra Regione e prevedere nuove risorse per la riduzione del rischio idrogeologico utilizzando i fondi europei e il fondo sviluppo e coesione del 2014-2020». Su questo punto l’Ance chiede «l’esclusione degli investimenti dal Patto di stabilità ». Ma la richiesta è anche quella di «una regia centrale del Governo per verificare il tempestivo utilizzo dei fondi da parte degli enti». Intanto ieri la II commissione consiliare, presieduta da Giovanni Brig ante (PpV), ha approvato con l’astensione di FI il provvedimento che disciplina e riordina le funzioni della Protezione civile regionale. In pratica, viene rafforzata la prevenzione attraverso un Piano di previsione, con attività di allertamento, pianificazione dell’emergenza, formazione, diffusione della informazione della popolazione. Prevista anche l’istituzione del Comitato operativo regionale per l’emergenza (Corem), che coordinerà gli interventi negli eventi calamitosi, mentre il consiglio regionale dovrà approvare il programma di previsione e prevenzione che dovrà censire e richiamare tutti gli strumenti di pianificazione e contenere il quadro conoscitivo della situazioni di rischio esistenti su tutto il territorio. Previsto anche un Piano operativo regionale di emergenza (di competenza della Giunta) con gli indirizzi per i piani di emergenza provinciali, comunali o intercomunali e le disposizioni per la gestione delle emergenze. Giovanni Epifani(Pd), a capo del Comitato regionale Protezione civile, rimarca che l’org anismo «ha svolto un lavoro puntuale e rigoroso per perfezionare questo strumento legislativo, con 120 emendamenti (81 quelli effettivamente accolti). Soddisfatto per l’ap p rova z i o n e della proposta di legge anche Filippo Car acciolo (Pd), mentre Erio Cong edo (Fi) ricorda che «a quasi tre mesi dalla tromba d’aria che procurò ingenti danni all’arco jonico del Salento, le popolazioni interessate sono ancora in attesa della dichiarazione dello stato di calamità o comunque di finanziamenti da parte della Regione (circa 20 milioni di euro di danni tra Gallipoli, Galatone e Nardò, ndr)». Il capogruppo Udc, Salvatore Negro, ricorda invece al governo che ancora non è stata fatta una rilevazione sul parco dei mezzi degli enti e Onlus iscritti nel Registro delle associazioni di volontariato per la Protezione civile in modo da varare l’esenzione dal pagamento del bollo auto approvata in Bilancio.


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright