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Salento, le mani della Sacra corona unita sul turismo: 43 arresti

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Operazione del Ros dei carabinieri e della squadra mobile: "Estorsioni agli stabilimenti balneari la nuova frontiera delle attività criminali"
La conferma arriva per la seconda volta in pochi giorni: la Sacra Corona Unita leccese ha messo le mani sul turismo. Le estorsioni agli stabilimenti balneari sono la nuova frontiera delle attività criminali, come emerge dalle inchieste “Alta marea” del Ros dei carabinieri e “Terre d’Acaia” della Squadra Mobile, sfociate in una maxi-operazione che ha fatto finire in manette 43 presunti affiliati alla Scu. Nell’ordinanza ci sono capi e gregari dei nuovi clan, rimodellatisi dopo la raffica di arresti dei decenni scorsi e dopo le recenti scarcerazioni eccellenti. Gruppi separati sul territorio ma non concorrenti, che hanno stabilito forme di divisione del territorio e anche di collaborazione, al fine di operare con serenità e di “lavorare tutti per lavorare meglio”. Nell’ambito delle attività più tradizionali, come il traffico di stupefacenti, ma soprattutto sfruttando le nuove potenzialità del Salento, terra di grande attrazione turistica, in cui evidentemente gli imprenditori non possono esimersi dal pagare il dazio ai clan. Gli estorsori applicavano una percentuale di almeno il 25 per cento sul guadagno delle attività, riuscendo ad ottenere mazzette che partivano da almeno 7mila euro e che si concretizzavano anche con l’assunzione di persone gradite, l’affidamento dei servizi di parcheggio e dei servizi di sicurezza durante le serate.


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