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PESCHICI: IL CARNEVALE DI UNA VOLTA

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Il frate francescano Padre Remigio De Cristofaro – scomparso un mese fa – ha coltivato nell’arco della sua esistenza una grande passione per l’etno-musicologia che lo aveva condotto a raccogliere tutti i canti popolari dei vari centri urbani del Gargano, anche quelli collegati alle celebrazioni di una festa laica come il Carnevale. A Peschici, in particolare, De Cristofaro aveva registrato e salvato dall’oblio la "Zeza Zeza", una canzone popolare di origine campana cantata nel periodo delle manifestazioni carnevalesche. E’ quanto ha sottolineato il presidente del Centro Studi Storici "G. Martella", Maria Teresa Rauzino, esordendo nel convegno sul tema "Carnevale com’era…" svoltosi il 27 febbraio nella sala consiliare del Comune di Peschici in occasione del Giovedì Grasso.

"De Cristofaro – ha detto – ha dimostrato che non è soltanto Carpino ad avere una tradizione di musica popolare alta, ma tutti i paesi del Gargano. Per Padre De Cristofaro la trascrizione dei testi dei canti popolari dei centri garganici, era come riportare alla luce le vestigia della nostra storia. Le canzoni legate al Carnevale, poi, non possono che suscitare attenzione nei confronti di questa festa, che affonda le sue radici negli antichi Saturnali nei quali si invertivano i ruoli sociali e i poveri diventavano re per un giorno. Il Carnevale – ha aggiunto – è una festa da vivere come protagonisti, non da guardare come spettatori.

"I principi fondamentali del Carnevale – ha proseguito – erano la licenziosità, il ribaltamento dei ruoli (con le donne che si travestivano da uomini, fra l’altro) e l’eccesso nel mangiare. Da questo punto di vista nei secoli passati le autorità ecclesiastiche cercarono pertanto di controllare il Carnevale. I balli carnevaleschi, ad esempio, non erano tollerati dalle gerarchie ecclesiastiche; pensiamo solo al fatto che nel Seicento e nel Settecento erano stati emanati editti contro i balli, considerati licenziosi".

Il presidente della Società di Storia Patria-Sezione Gargano, Matteo Siena, si è poi soffermato sulle tradizioni carnevalesche delle cittadine garganiche. "Il Carnevale – ha affermato – è certamente la manifestazione più antica fra tutte le tradizioni laiche. Già nel periodo romano vi erano i rituali dei festeggiamenti carnevaleschi. Ritengo inoltre che sia necessario istituire un fondo che raccolga e promuova la conoscenza di tutte le tradizioni popolari della Puglia, come appunto quelle connesse al Carnevale".

Nel suo intervento, l’insegnante Lilla D’Errico ha parlato del Carnevale di Rodi Garganico, che da oltre quarant’anni è caratterizzato da sfilate di carri lungo le strade cittadine, e ha intonato alcune canzoni tipiche in dialetto rodiano legate ai festeggiamenti carnevaleschi, che lei stessa ha contribuito a riscoprire e tutelare insieme ad altri cultori di musica popolare fin dagli anni Sessanta.

Lucrezia D’Errico, docente del Liceo scientifico di Peschici, ha quindi illustrato i risultati delle proprie ricerche sulla canzone ‘Zeza Zeza’ – intrecciata coi riti del Carnevale peschiciano – e sui personaggi che la recitano. "La tradizione della ‘Zeza’ – ha sottolineato – risale al Cinquecento e ha origini napoletane. La trascrizione di questo canto popolare si deve a Benedetto Croce. La canzone è incentrata sulla contrapposizione fra un giovane e un vecchio e si conclude con la vittoria del giovane, che rappresenta il rinnovamento e la formazione di una nuova famiglia. Sono convinta – ha aggiunto, concludendo – che occorre valorizzare le nostre tradizioni popolari, come la ‘Zeza Zeza’ e il Carnevale, anche per rendere l’identità culturale peschiciana e degli altri centri garganici un fattore di attrazione turistica".

Al convegno sono intervenuti, inoltre, Luca Esposito, membro del Consiglio comunale, che ha portato i saluti del sindaco Francesco Tavaglione (intervenuto brevemente solo al termine per precedenti impegni, foto 6; ndr) e della giunta municipale, la docente Loreta Soldano in rappresentanza dell’Istituto scolastico comprensivo "Libetta" (i cui alunni sfileranno in maschera guidati da insegnanti e docenti) e Francesco D’Arenzo a nome del Comitato "Peschici Eventi" e dell’associazione "Punto di Stella". In particolare, D’Arenzo ha posto in rilievo l’importanza del Carnevale peschiciano – giunto alla sesta edizione – come momento di aggregazione sociale per l’intera cittadinanza.

Interessante e gradito è stato anche l’intervento del responsabile della Biblioteca comunale di Peschici, Elia Salcuni (presidente del citato Comitato, foto 9; ndr), il quale ha spiegato gli aspetti salienti della tradizione carnevalesca locale relativi al processo e alla morte del personaggio di Carnevale . Come anche molto accattivante è stato l’intermezzo musicale del gruppo folk locale “I Rascillë” che hanno interpretato la ‘Zeza-Zeza’.

Gianluigi Cofano


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