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Marchio di qualità la sfida dei fondi Ue

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Nuovo corso nel regime di qualità dei prodotti agroalimentari pugliesi. Ad annun­ciarlo è l’assessore alle Risorse agroalimentari, Fabrizio Nardoni, richiamando il regolamento comunitario n. 1305 del-2013 che in Puglia «trova piena attuazione fornendo anche strumenti di sostegno al marchio comunitario "Prodotti di qualità" della Puglia».  In occasione di un convegno al Chieam sulle misure da adottare all’interno della Program­mazione dei fondi PSR 2014-2020, Denis Pantini (Osservatorio economico delle Produzioni re­gionali di qualità) ha illustrato una indagine di mercato su consumatori (900 responsabili ac­quisti famiglie italiane) e 160 ristoranti di alta qualità nazionali e regionali. Nel vino, ad esempio, si registra la crescita dell’export dal 2001 al 2012 ma è ancora carente la promozione sui nuovi mercati emergenti (Cina, Russia, India e Brasile). Per questo «fortificare il mar­chio con il nome Puglia diventa quanto mai necessario – dice l’assessore – di fronte ad un mercato globale che ha difficoltà a riconoscere l’appeal di un sistema di qualità geograficamente troppo circoscritto». Fabrizio De Ca­stro, coordinatore del progetto «Agricoltura & Qualità» della Regione, punta l’indice sulla . polverizzazione del sistema d’impresa, mentre Gabriele Papa Pagliardini, "direttore d’area dello Sviluppo Rurale della Regione – accende i fari sugli strumenti in grado di potenziare le dotazioni dimensionali e competitive dell’ap­parato produttivo. Di qui l’annuncio di un tour di informazione e promozione, nell’ambito del programma «Agricoltura & Qualità», sul pa­niere della Puglia, individuato tramite la cer­tificazione di qualità.


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