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Medicina Sportiva/ Certificati agonistici anche negli ambulatori privati

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Ma dovranno esserci le attrezzature. Arriva il regolamento per i medici dello sport Tra pochi giorni l’esame in Consiglio regionale. Polemica di amati contro il Coni: “dalla Fmsi intimazioni infondate alle federazioni”.

 

I medici dello sport saranno abilitati al rilascio dei certificati per l’attività agonisti­ca presentando una semplice au­tocertificazione. Ma i loro ambu­latori dovranno rispettare i re­quisiti strutturali (in cui rientra il possesso delle attrezzature) pre­visti fin dal 2005. Seppur in gran­de ritardo (doveva essere pronto a novembre) la Regione ha quasi approntato il regolamento attua­tivo della legge 18, su cui negli ultimi mesi è’è stata più di una polemica tra il Consiglio e l’ assessorato. Il provvedimento sta per essere trasmesso alla Com­missione, che dovrà esprimere il parere propedeutico al via libera defmitivo da parte della giunta. La questione è importante per i circa 200-250mila pugliesi teori­camente soggetti all’obbligo di vi­sita medica preventiva. In assen­za di un quadro regolamentare chiaro, in Puglia le visite sono ( concentrate in non più di 30 ambulatori (quelli delle Asl e della Federazione medico sportiva, or­gano del Coni, che opera in re­gime di accreditamento): e così ogni anno si formano lunghissi­me liste d’attesa (soprattutto nel periodo centrale dei campionati), con il risultato di favorire l’evasione dall’obbligo (solo un praticante su 5 si sottopone a visita) e una certa zona grigia in cui pro­sperano privati senza scrupoli. La Regione, non senza sollevare perplessità, ha affidato la stesura del regolamento attuativo a una commissione composta solo da rappresentanti della Fmsi e delle – Asl: ma il provvedimento – ga­rantiscono dall’assessorato alla Salute – e estremamente equili­brato e improntato alla salva­guardia della qualità della visita, e dunque dell’atleta. Nel frattempo, però, le polemi­che continuano. L’ultima porta la firma di Fabiano Amati (Pd), che con il collega Nino Marmo (Fi) è il promotore della legge 19. Nel mi­rino finisce la Fmsi: «Con missive a contenuto dubbio in termini ar­gomentativi – secondo Amati – la Federazione Medico Sportiva del Coni ha intimato alle singole fe­derazioni di non avvalersi dei me­dici sportivi privati per il rilascio delle certificazioni». Una “inti­mazione, pur infondata nel merito” (il Tar ha infatti chiarito che gli specialisti privati possono di fatto già operare) che secondo Amati «rischia però di attrarre strumentalmente in capo alla Re­gione Puglia la responsabilità della mancata liberalizzazione». Un impasse che dovrebbe risol­versi con il via libera al rego­lamento. 


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