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Vieste/ E’ morto mons. Francesco De Nittis (5)

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Eccellenza, o meglio, caro Don Franco (come ti piaceva essere chiamato), la morte anche se  è un fenomeno naturale,è sempre difficile da accettare.

 

 Morire nella solitudine diventa ancora più difficile e brutto. Morire nel modo in cui il destino ha disposto per  te, diventa addirittura incomprensibile. Tu eri un uomo buono, eri generoso e attento alle necessità di tutti e questo ci fa accapponare la pelle e fa sorgere in tutti una domanda spontanea: dove era in quel momento il Dio che da sempre hai annunciato ai tuoi concittadini e alla gente che ti ha visto pellegrino nelle lontane terre, come rappresentante del Papa? Perché non hai avuto  almeno la possibilità di morire nel tuo letto? Domande  che non troveranno mai una risposta se non sapremo coniugare il mistero di questa morte con gli occhi della fede che fino a ieri ci hai predicato.
Ora ci sentiamo un po’ tutti orfani di quel sorriso che elargivi quando incontravi i tuoi concittadini per strada e che arricchivi con qualche parola in dialetto viestano. Da quando sei stato nominato vescovo eri sicuramente il nostro concittadino più illustre della nostra storia contemporanea e questo ci faceva essere orgogliosi anche perché tra te e la mia mamma c’erano dei vincoli di parentela. Questo tu me lo ricordavi sempre in qualche lettera che mi scrivevi, soprattutto all’inizio del tuo ministero episcopale. Quel giorno ormai lontano del 2 maggio 1981 Vieste era in festa  e aveva ben ragione di esserlo: era vicino il giorno di Santa Maria e Vieste poteva annoverarti  nel suo piccolo numero di figli diventati Vescovi nel corso dei secoli.
In modo inatteso e forse drammatico si sono chiusi i tuoi occhi per essere riaperti dall’amore di Dio. Siamo sicuri che dal Cielo ora ci proteggerai e avrai la per tua città un motivo in più per esserci vicino. Segui il destino di tutti noi, dei nostri figli che si sentono un po’ smarriti perché oggi trovare un lavoro sicuro è diventato cosi’ difficile. Segui chi ha il dovere di governarci e segui i tuoi confratelli sacerdoti perché ci siano da guida vera e siano capaci di darci sempre l’ esempio di generosità e di altruismo …proprio come hai fatto tu.

Ciao Don Franco.

Bartolo BALDI


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