The news is by your side.

Coste: 26 Comuni sott’accusa

33

Linea dura della Regione: subito i piani o arriva il commissario. A rischio anche Chieuti, Ischitella, Lesi­na, Monte Sant’Angelo, Rodi, Serracapriola.

 

Sono ventisei i comuni, a cominciare da quello di Bari, dove questa estate i gestori di vecchi e nuoviIidi bal­neari potrebbero ritrovarsi agi­rare i pollici e niente di più. Tut­ti e ventisei dovevano presenta­re alla Regione i rispettivi piani comunali delle coste (Pcc), ma non muovono un dito. «Sono totalmente inadempienti» va per le spicce l’assessore al Bi­lancio della giunta Vendola, Leo Di Gioia, che decide di metterli in mora. «Per la seconda volta», sottolinea. Se nel giro dei pros­simi sessanta giorni i benedetti­maledetti Pcc dovessero conti­nuare a essere lettera morta, lo stesso Di Gioia farà scattare il commissariamento delle am­ministrazioni che non rispetta­no le leggi, per evitare guai peg­giori all’industria turistica del Tacco. Si tratta di fare conoscere, per esempio, quali sono le zone bal­neabili o qual è il numero delle spiagge libere. All’ ombra degli stabilimenti per le vacanze, che corrono il pericolo di restare chiusi giacché mancano le re­gole del gioco. O, meglio, ci so­no quelli che le ignorano. Le città a rischio oltre al capo­luogo pugliese, sono Mola, Mo­nopoli, Polignano, Barletta, Ca­rovigno, Ostuni, San Pietro Ver­notico, Chieuti, Ischitella, Lesi­na, Monte Sant’Angelo, Rodi, Serracapriola, Alessano, Alliste, Andrano, Corsano, Diso, Ga­gliano del Capo, Marciano di Leuca, Racale, Santa Cesarea, Squinzano, Taviano e Tiggiano. 


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright