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Carenza di bagni pubblici a Vieste? Ci sono i trabucchi

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Quello del trabucco di Punta S. Croce non è il bagno di una stazione di infimo ordine (anche perchè oramai neanche più i cessi nelle stazioni sono così luridi) e ne tantomeno è il set del famoso film “Trainspotting”. Avete inteso bene, parliamo proprio del centrale trabucco Trabucco di Punta Santa Croce nella zona del porto di Vieste. Ovvero lo stesso che fu ristrutturato completamente nel 2007 mediante gli alacri sforzi e le raccolte fondi dell’associazione di anziani trabuccolanti “I Trabucchi del Gargano” , che è all’imbocco del porto e quindi visibile da tutti i natanti che accedono a Vieste e che è adiacente alla passeggiata turistica che percorre il Lungomare Cristoforo Colombo . L’ennesimo grido d’allarme arriva dal presidente dell’associazione "Rinascita dei Trabucchi", Gianni Spalatro. "Purtroppo il degrado è sempre più evidente. Questa volta sotto i riflettori dell’abbandono è finito il trabucco del porto. Lo stesso che, in seguito alla sua ristrutturazione, ospitò le trasmissioni dedicate ai trabucchi (e quindi anche a Vieste) “Linea Blu” e “Linea Verde”. Lo stesso che ospitò le troupes per speciali documentari, sempre sui trabucchi (e quindi, ancora, anche su Vieste), della Nippon Television Network (la Rai giapponese) e dei francesi di Canal + . Lo stesso che accolse i buyers inglesi, russi, americani, ecc. della borsa del turismo del Gargano, ammaliandoli con una spettacolare dimostrazione di pesca in notturna (anche qui, con il chiaro intento di stimolarli e convincerli a portare quanti più turisti possibile). Lo stesso sul quale, dal 2009, è impossibile operare manutenzione, custodia e controllo grazie alla oramai celebre ordinanza di non uso e non utilizzo, gravante anche sugli altri trabucchi del territorio viestano, voluta dal nostro lungimirante sindaco. Certo – aggiunge Spalatro –  sarebbe interessante indagare anche sul come mai gli unici a non rispettare l’ordinanza sono coloro che, evidentemente, non hanno il bagno in casa e hanno pure problemi di tossicodipendenza, ma questa è un’altra storia. Ciò che ci preme in questa sede è invece ricordare, per l’ennesima volta, ai nostri concittadini chi sono i nostri tre “campioni” responsabili di tale orrore. In primis, il Sindaco Nobile per le già citate azioni. Solo a qualche spanna da lei il Presidente del Parco Pecorella che, invece di proporsi come alfiere in prima linea per una battaglia di cultura e civiltà, si limita a pigolare timidi moniti del tipo: “Dobbiamo salvare i Trabucchi..” . Come se ci volesse nientepopodimeno che il Presidente di un Parco Nazionale per ricordare a tutti noi che dobbiamo salvarli. Quest’ultimo ha poi la curiosa abitudine di vantare azioni e contributi alla causa dei nostri trabucchi assolutamente non suoi, ma di presidenti e amministrazioni del Parco che lo hanno preceduto tanto tempo addietro. Insomma, un po’ come se l’attuale sindaco di Roma si vantasse di aver contribuito a costruire il Colosseo". Terza ma non ultima la Capitaneria di Porto di Manfredonia che cura, insieme al nostro Comune, l’iter per l’ottenimento delle tanto agognate concessioni . Da anni risponde ai nostri continui stimoli, richiami e richieste di delucidazioni con il mantra: “Le concessioni stanno arrivando”, tra l’altro spesso con bizantinismi burocratici paragonabili per incomprensibilità alle “supercazzole” del Conte Mascetti  in “Amici miei”.

Saverio Serlenga


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