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Puglia regina oliveti biologici

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Andria, via al «premio Biol».

 

 Andria torna capitale mondiale dell’olio biologico. Giovedì parte il Premio Biol, la tradizionale kermesse concorsuale che sino al 21 marzo porrà a confronto i migliori extravergini biologici da vari continenti: quest’anno ben 425 oli da 17 Paesi, oltre 70 in più dell’anno scorso. Dati che rafforzano il Biol come il concorso olivicolo – e non solo nel biologico – più grande al mondo.

Un prestigioso panel internazionale di assaggiatori d’olio, la tradizionale mostra internazionale degli extravergini, un convegno sulle prospettive olivicole, un gran finale con Castel del Monte invaso da 600 bambini prima immersi in laboratori sull’ecosostenibilità, poi adunati a far da cornice alla proclamazione dei migliori oli biologici al mondo: questi i principali contenuti della XIX edizione, organizzata dal CiBi e promossa da Regione Puglia – Area Politiche per lo sviluppo rurale, Camera di Commercio di Bari e Città di Andria.

Stando alle ultime rilevazioni al 31 dicembre 2013, se gli operatori biologici italiani sono circa 50mila, quelli pugliesi sono 6.624, il 70 per cento dei quali opera nel settore olivicolo. Dei quasi 165mila ettari di oliveti biologici in Itala, circa 55mila (ossia il 15 per cento degli oliveti pugliesi in generale) si estendono in Puglia, facendone la prima regione olivicola bio in Italia (superata la Calabria). In generale, la Puglia (dati Sinab e progetto Biologicopuglia) ha il 31 per cento della superficie agricola regionale coltivata secondo il metodo di produzione biologica (pari a 180.911 ettari).

La superfice bio-olivicola regionale produce (stime Biol) 20mila tonnellate di olio biologico, per 70 milioni di euro in valore commerciale: circa 20 milioni in più rispetto a quanto ricaverebbero gli operatori se non lavorassero in regime biologico, ma convenzionale.
 


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