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Compra una casa a Vieste nel 2013 gli arrivano conti dal 2001

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L’investimento a Vieste diventa un incubo: fattura dell’acqua da 1.141 euro perché i proprietari precedenti non hanno mai fatto la voltura del contratto.

 

Dopo una vita al lavoro, insieme alla moglie ha deciso di comprare una casa per le vacanze e ha scelto Vieste. Una casa al mare, sul Gargano, per trascorrere l’estate. Appena concluso l’acquisto, nel 2013, G.O. di Giulianova ha pensato di sbrigare tutti gli adempimenti burocratici, come la voltura dei contratti di fornitura. Ha segnalato che subentrava anche all’Acquedotto pugliese di Bari e ha chiesto di calcolare i consumi dell’acqua dalla data dell’acquisto della casa.
Lo shock è stato grande quando il postino, nella casa di Giulianova, gli ha consegnato una mega fattura da 1.141,75 euro. Non solo: si tratta di una «formale messa in mora e comunicazione di conferimento mandato per recupero legale o iscrizione a ruolo». L’incubo di una cartella esattoriale di Equitalia ha angustiato non poco G.O., che peraltro non sta bene. Tanto più che non aveva assolutamente consumato più di mille euro d’acqua. L’uomo si è rivolto a “Robin Hood”. «Il caso è paradossale», spiega il responsabile dell’associazione consumatori, Pasquale Di Ferdinando, «la fattura è intestata a un morto, V.C., presso il signore giuliese. In sostanza a G.O. si chiedono i consumi effettuati nella casa dal 2001, anche se lui l’ha comprata nel 2013. Dal 2001 la casa in questione ha avuto diversi proprietari, ma nessuno di quelli che si sono susseguiti ha mai fatto la voltura del contratto con l’acquedotto e, a quanto pare, nessuno ha mai pagato le bollette. Il fatto che G.O. abbia diligentemente e onestamente fatto la voltura l’ha paradossalmente danneggiato. Adesso l’Aquedotto pugliese vuole da lui il pagamento di tutte le bollette non pagate dagli altri. Una pretesa accompagnata anche da minacce di distacco della fornitura e di iscrizione a ruolo della somma». G.O. ha risposto all’acquedotto che vuole pagare solo dal 2013.
«Noi abbiamo incaricato un legale di Bari per la contestazione», conclude Di Ferdinando, «peraltro non si capisce perchè chiedano pagamento dal 2001 se per le bollette si può andare fino a 5 anni indietro: c’è la prescrizione breve. In generale è un problema diffuso quello della mancata voltura del contratto per l’acqua, a differenza di quelli della luce e del gas, forse perchè costa di meno. In questo caso c’è l’aggravante che il cittadino modello dovrebbe pagare per tutti, oltre al fatto che l’acquedotto non ha chiesto agli altri i pagamenti in tempo utile». (a.f.)

Il Centro  – Teramo –
 


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