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Vico/ Il Pianto della Madonna nella Settimana Santa

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Devozione e Fede, con Maria ai piedi della Croce – Una tradizione femminile.

 

Il Pianto della Madonna come opera letteraria e drammatica s’ispira alla narrazione evangelica della morte di Gesù nostro Signore e alla presenza di Maria sua madre ai piedi della Croce, la prima opera che porta questo titolo è di Jacopone da Todi (XII sec.) e sono numerose le composizioni di autori in epoche successive.  Non meno importanti sono le interpretazioni e le elaborazioni drammatiche che la pietà popolare ha saputo trarre dalle scene della Passione narrate nei Vangeli, spesso accompagnate da composizioni melodiche struggenti che esprimono la piena partecipazione al dolore di Maria. Il Pianto della Madonna presente nella tradizione dei riti della Settimana Santa è largamente presente nel Sud dell’Italia e nella Spagna.
Con ogni probabilità la sua diffusione ebbe luogo, nella prima metà del settecento, per opera dei predicatori missionari di: Sant’Alfonso de’ Liguori, San Paolo della Croce, San  Leonardo da Porto  Maurizio.
La “missione” costituiva senza dubbio uno dei più importanti eventi religiosi, della storia di una comunità, e a essa vi ricorrevano gli stessi vescovi per portare una parola di fede in mezzo alle rudi popolazioni contadine, vissute per secoli nella superstizione. Le “missioni” erano un evento popolare, coinvolgevano emotivamente paesi interi per alcune settimane, e la circostanza era ricordata a lungo dai fedeli. Il ritmo della vita ordinaria era rotto dall’arrivo dei “Padri Predicatori”, che s’impegnavano in un duro lavoro pastorale per farsi capire, per suscitare un’emozione religiosa, per introdurre un clima di fede spontanea e immediata. La chiesa diventava il luogo delle pubbliche confessioni e del perdono; lì accadeva qualcosa di nuovo, che si sarebbe ricordato per generazioni.
Il Pianto è una funzione religiosa sviluppatasi nella devozione popolare legata ai riti della Settima Santa, che trova un riferimento aulico nelle sacre rappresentazioni ampiamente diffuse fin dal Medioevo.
La Madonna vestita di nero con i simboli dei dolori, che le hanno trafitto il cuore, accoglie fra le braccia il suo diletto Figlio, che ha accompagnato nelle ultime ore fino alla fine: il suo Pianto invita i fedeli alla conversione del cuore e a rivivere comunitariamente e intensamente la Passione di Cristo.
Il rito del “Pianto della Madonna”, ricordata dai vecchi del paese da tempo immemorabile, si svolge la sera del Giovedì Santo- nella Chiesa Madre di Vico del Gargano. Dal loro racconto emerge una testimonianza di fede viva verso la Vergine Maria, che chiede alle donne -di questa comunità di fedeli- di prendere parte al suo dolore, per la morte del figlio Gesù. Elegante e con un volto sereno, Lei sovrasta da sempre le donne che si stringono attorno al suo simulacro e le danno voce nel Pianto. La loro testimonianza ci consente di immaginare la chiesa concepita come platea, ma anche spazio di scena, dove assiepate all’inverosimile, le donne prenotavano il posto – come in un teatro- per assistere e vivere il dramma della Madre e manifestare tutta la personale devozione e solidarietà a Maria e al suo Figlio Gesù. Oggi la tradizione vive con una partecipazione del popolo, su scala minore, ma pur sempre intensa e continua a parlare al cuore dei fedeli.
Inizia il dialogo fra le voci femminili (voce solista e coro) che intonano il canto “Ai Tuoi Piedi” e il padre predicatore al pulpito, che guida la meditazione sui sette dolori di Maria. Una meditazione mariana con riferimenti al ruolo di madre e alla passione di Cristo, dalla quale emerge forte la figura di Maria, donna del dolore.
Il Pianto della Madonna, anche se lontano temporalmente dalla Laude di Jacopone da Todi; nella diversità della struttura ritmica del verso e della composizione delle strofe, evidenzia sentimenti di dolore. La melodia è stata tramandata oralmente nel tempo ed ha subito le variazioni tipiche di un’espressione di canto fondato unicamente sulla trasmissione orale.
Il canto Ai Tuoi Piedi intepretato con grande forza e passione si svolge in un dialogo a due voci, che creano a un immediato impatto emotivo; il tema suscita un forte legame tra verità del dolore di Maria e una fede unita alla devozione popolare molto intensa.  
Da questo connubio, emerge un sussegursi di emozioni che scaturisce dall’energica e duttile vocalità delle donne che interpretano il canto.
Il Pianto arriva al suo momento culminante quando il padre predicatore chiama Maria per affidarle il Crocifisso. In questo momento topico tutti sono invitati a una profonda riflessione e insieme all’intero creato a guardare il Cristo, che con la sua morte in croce ha redento il mondo.
Il canto intonato, si manifesta di una struggente bellezza, caratterizzato da una semplicità che porta l’ascoltatore alla commozione. È questo l’obiettivo di tutto il Pianto: nell’alternarsi l’azione corale e meditativa ne aumentano la forza emozionale; la funzione ben si colloca nella sera prima del giorno della Passione e dispone gli animi al carattere penitenziale nella visita agli altari dei così detti “sepolcri”. Nella tradizione, il Venerdì Santo a Vico del Gargano è il giorno più lungo e la Madre Dolorosa cerca suo Figlio Gesù per le strade del paese; in una processione esclusivamente femminile, che l’accompagna col suo canto.

Nicola Parisi


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