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Porto Rodi/ “Non possiamo mandar via la Cidonio ci vorrebbero 8-9 milioni”

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Il sindaco Pintor eolica a D’Anelli sulla gestione del porto.

 

Non ci sta a subire le accuse del­l’ex primo cittadino di Rodi Gar­ganico Carmine D’ Anelli sulla gestione dell’area portuale. Risponde per le rime Nicola Pinto, attuale sindaco del comune.
"Intendo rispondere sia al mio predecessore sia a Ventrella. In­nanzitutto, non è vero che non c’è alcun investimento pubblico nella realizzazione del porto, ma andiamo con ordine. Non è vero che posso togliere la gestione del porto alla Cidonio, e chi dice questo niente spudoratamente sapendo di mentire. La mia am­ministrazione si è insediata nel 2012, mentre il porto è, stato inaugurato tre anni prima. Dato che la problematica della gestione del porto non è sorta oggi, che, si è fatto in quei tre anni di amministrazione prima che si inse­diasse quella attuale?" . La frecciata a D’Anelli è servita L’ex sindaco di Rodi aveva spie­gato che rientra nelle facoltà del primo cittadino cacciare la Cidonio e prendere in mano la gestio­ne dell’area portuale. Secondo D’Anelli, inoltre, ciò sa­rebbe tutto scritto nero su bian­co nella convenzione stipulata da Comune e Cidonio. Ma Pinto non è dello stesso avviso. In più l’attuale sindaco ripercorre alcuni momenti che hanno visto il rapporto dell’ammini­strazione con la ditta che gesti­sce il porto di Rodi notevolmen­te deteriorarsi. "Appena insediatasi la mia am­ministrazione ha dovuto emet­tere un’ ordinanza quasi sotto costrizione per permettere l’at­tracco di navi e barche per il tra­sporto di turisti diretti alle Tre­miti. Dopo vari ricorsi, abbiamo avuto ragione tanto al Tar quanto al Consiglio dì Stato. Per non parla­re poi delle manifestazioni di interesse turistico che la ditta ha tentato di boicottare in ogni mo­do. Ne1 2012 – prosegue Pinto -"abbiamo proposto una serie di manifestazioni da svolgersi nel­l’area portuale. La ditta nonostante avesse con­cordato con l’amministrazione comunale l’organizzazione degli eventi qualche giorno prima ha annullato la manifestazione creando disservizi ai cittadini e agli imprenditori locali e provo­cando irrisione nei nostri con­fronti. Nonostante ciò abbiamo organizzato la Fiera del Gusto manifestazione riconosciuta dalla regione Puglia in quanto di interesse nazionale e ripetuta anche lo scorso anno". E anche l’anno scorso si sono ve­rificati ulteriori screzi tra gli amministratori di Rodi e la Cidonio. "Era in programma uno spetta­colo con la nota cantante Katia Ricciarelli e anche in questo caso la Cidonio ha tentato di creare caos. Poche ore prima dell’evento racconta il tre volte sindaco di Rodi, Nicola Pinto "la ditta ha rilasciato un comunicato stampa nel quale diceva di aver annulla­to il concerto previsto nell’area portuale. Dopo poco, però, ho chiarito tutto pubblicando un comunicato stampa a nome del­l’amministrazione nella quale dicevamo al pubblico che il con­certo si sarebbe tenuto a cin­quanta metri dal porto. Il con­certo si è fatto nonostante i problemi che ha causato il compor­tamento della Cidonio". Inoltre, Pinto vuole rispondere a chi sostiene che non ci sia affatto una partecipazione del Comune di Rodi nel finanziamento per la costruzione del porto. "Chi dice che il Comune non ci ha rimesso una lira mente, e sa che lo sta facendo. Innanzitutto, per il mutuo contratto dalla pas­sata amministrazione, dobbia­mo versare alla Cassa Depositi e Prestiti 205.030, 78euro all’anno per un totale di trent’anni, e il to­tale sarà di 6.150.923,40 di euro. La Cidonio, invece, dovrebbe versare al Comune ogni anno una royalty pari a 100.000 euro per trent’anni. Moltiplicando questa somma per il numero di anni nei quali al Comune spetta questo compen­so, è facile dedurre che la Cido­nio deve versare in totale 3.000.000 di euro. Ora, sottraia­mo questi tre milioni ai 6.150.923,40 derivanti dal mutuo contratto dal Comune: chi ci ri­mette di più? Prima di parlare, fa­te bene i conti. In più, c’è da dire che questo è già il secondo anno che la ditta non versa un centesi­mo al Comune". I costi del porto non si fermano al mutuo, anzi. "C’è anche il danno ambientale causato dalla costruzione, che ha provocato l’erosione di parte della costa. Per questi motivi, la Cidonio citò il mio predecessore, e siamo costretti anche a pagare l’avvocato per un errore di D’A­nelli. Ancora. Per cacciare la Cidonio, come dice l’ex sindaco, dovrem­mo avere disponibili otto o nove milioni di euro da dare alla ditta, ma non possiamo permetterei queste spese in quanto il Comu­ne di Rodi Garganico rischia il dissesto economico e finanzia­rio come notificato anche dalla Corte dei Conti". Un’altra puntata dell’affaire porto è passata in archivio, con la risposta di Pinto a D’Anelli e Ven­trella.

Giuseppe Ciccomascolo
L’Attacco

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