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Erosione coste/ Per il Gargano si muove anche la Prefettura

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 Domani in Prefettura è in programma un incontro sulla “questione del rischio crollo falesie”. Si ritroveranno i sindaci interessati (Mattinata e Monte Sant’Angelo), prefetto, Capitaneria di porto e Regione Puglia. Un incontro che si impone in seguito alle due ordinanze emanate dalla Capitaneria di porto di Manfredonia nei giorni scorsi – per motivi di sicurezza e per prevenire incidenti – e relative all’interdizione di alcuni specchi d’acqua a Mattinata e Monte Sant’Angelo (una nuova ordinanza è stata emessa anche per dei tratti di costa di Vieste), corrispondenti alle falesie a picco sul mare per una profondità pari al doppio dell’altezza della falesia stessa (che raggiunge al massimo i 100 metri) e per una lunghezza costiera di 25 chilometri.

L’allarme – come si sa – sarebbe scattato nei mesi scorsi a causa di piccoli cedimenti o crolli di falesia registrati un po’ ovunque. Alla Regione il fenomeno è al centro di un serrato monitoraggio. Tra l’altro non è nemmeno nuovo poiché già nelle settimane scorse in Salento si è dovuto ricorrere alla limitazione all’accesso e alla balneazione per circa 50 chilometri di costa. A Mattinata, che “vive” di turismo, la vicenda ha ovviamente mandato “nel pallone” – a pochi giorni dall’avvio della stagione turistica – gli operatori turistici. Non quelli però della spiaggia del paese che dista due chilometri del centro abitato, la quale non rientra in alcuna prescrizione (qui infatti non ci sono falesie), ma quelli che sono posizionati lungo la costa che “fila” verso Vieste, tra Mattinatella, Vignanotica e Zagare, la costa “più bella del mondo” e che ha reso famoso il Gargano all’estero.

Oggi quelle falesie incantevoli sarebbero “malate” (e quindi pericolose) e rischiano di mettere in ginocchio l’economia di un intero Promontorio. Si muovono intanto anche i consiglieri regionali: Giannicola De Leonardis (Ncd) chiede «di intervenire con immediatezza e tempestività per salvare la stagione turistica». Giandiego Gatta (FI) ha invece presentato una interrogazione (a risposta scritta) e richiesto una audizione urgente degli assessori regionali interessati. Si punta a raggiungere una soluzione equilibrata che consenta di contemperare l’esigenza di garantire la sicurezza dei bagnanti e, nel contempo, lo svolgimento dell’attività turistica. Come? «Attraverso una verifica della possibilità di restringere i divieti – spiega Gatta – esclusivamente ai casi di accertato pericolo di crollo».

Lo scorso 13 maggio a Foggia in Prefettura ci fu un incontro sul tema tra Prefetto, Autorità di Bacino della Puglia, Commissario straordinario delegato per l’attuazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico della Regione, Capitaneria di Porto di Manfredonia, Ufficio circondariale Marittimo di Vieste, Genio civile della Regione, sindaci. In quella occasione il Prefetto agli operatori turistici presenti spiegò: «I Comuni intervengano con immediatezza per mettere in sicurezza le zone pericolose».

Francesco Trotta


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