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Vieste/ LA “CHIANCA AMARA” SARA’ MESSA IN SICUREZZA

Con l’installazione di colonnine in ferro decorato e catena.

 

Per la "Chianca Amara" la Giunta comunale di Vieste con apposita delibera (n.71 del 21/05/2014) ha deciso di attuare degli interventi per mettere in sicurezza quel sito.
Nel testo del provvedimento si spiega che «la città di Vieste, meta turistica a livello internazionale e polo principale di attrazione in ambito regionale, oltre alle straordinarie caratteristiche naturali possedute è nota anche per la millenaria storia, contraddistinta, in parte, da eventi drammatici che ancora oggi riecheg­giano nella mente dei sui cittadini, tra cui il funesto raid del famigerato pirata turco Draguth Rais il quale, nel luglio dell’anno 1554, operò una sanguinaria incursione nell’abitato, distruggendo e depretando ogni cosa e, ancor più, martirizzando centinaia di inermi cittadini nel luogo che la tradizione vuole sia quello detto "Chianca amara" ubicato nel centro storico, tra le via Cimaglia e Gregorio XIII». Si evidenzia, inoltre, che «la "Chianca amara" è costituita da una roccia che, a seguito di lavori di sistemazione del borgo, risulta attualmente completa­mente disadorna e accostata ad una piccola scalinata, tanto che non di rado passanti e visitatori, in spregio alla importanza e solennità del sito, la occupano a mo di sedile anche per consumare frivoli pasti, arrecando, in tale modo, offesa al luogo medesimo e ai cittadini di Vieste». Tale comportamento «da parte di taluni passanti e visi­tatori arreca offesa al luogo storico e, contestualmente, alla memoria dei cittadini di Vieste, per cui si rende necessario intervenire per eliminare tale malvezzo e, nello stesso tem­po, conferire al sito una migliore conservazione e tutela stante la sua importanza». Come? La Giunta comunale ha dato appositi indirizzi al dirigente del Terzo Settore per l’elaborazione degli atti consequenziali esecutivi per l’arredo del sito in questione «mediante l’installazione di colonnine in ferro decorato e catena al fine di preservalo da utilizzo non consono ed offensivo della memoria storica cittadina».