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Sannicandro/ Protestano i netturbini, attendono gli stipendi da due mesi

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I dipendenti della Te­knoservice, società che si occupa della rac­colta dei rifiuti a San Nicandro, di nuovo senza stipendio.

Per l’ennesima volta i di­pendenti della Teknoservice di San Nicandro Garganico si ritrovano senza aver ancora percepito le retribuzioni relative ai mesi di aprile e maggio. «Questo disagio è da at­tribuire per metà alla ditta stessa e per metà al comune di San Nicandro in quanto "la­titante" nei canoni mensili che deve alla ditta» si legge in un comunicato dei la­voratori, che accusano l’azienda: «da quando si è insediata nel nostro comune (16 luglio 2011 ndc), non è mai stata puntuale nei pagamenti agli operai dal momento che ogni volta si verificavano mancanze e ritardi. Questa storia va avanti da tre anni e ogni mese gli operai sperano si percepire il proprio stipendio che non è stato, e tuttora non è mai puntuale. C’è uno scarica barile tra Tekno­service e l’amministrazione comunale – la­mentano ancora i dipendenti senza stipendio – ma chi ne soffre sono gli operai’ che co­munque garantiscono, nonostante tutto, un servizio alla cittadinanza». I lavoratori che reclamano le spettanze degli ultimi due mesi aggiungono anche che «dal 14 ottobre scorso è partito il servizio di raccolta differenziata porta a porta dove le unità sono rimaste le stesse (20), mentre in realtà avrebbero dovuto essere e dovrebbero essere circa 60 in quanto, questo servizio, prevede 4 unità per ogni mille abitanti, in base al contratto collettivo nazionale di lavoro del settore igiene urbana». Lo scorso 21 maggio si è svolto un incontro presso il comune di San Nicandro con l’amministra­zione comunale, la Teknoservice e i rap­presentanti del sindacato Usb alla presenza anche del sindaco Pierpaolo Gualano – rimarcano nella nota i dipendenti della ditta – dove le parti si impegnavano ad essere pun­tuali nei pagamenti con il comune di pagare la Teknoservice nei tempi prestabiliti e la stessa di pagare gli stipendi agli operai puntuaì­mente, «Ad oggi entrambi sono inadempienti all’accordo e a farne le spese, come sempre, sono i lavoratori e le loro famiglie» conclude il comunicato.

Antonio Villani


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