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Lago di Varano/ Pesca illecita: Denunce e sequestri del Corpo Forestale

Nell’ambito di apposite operazioni di polizia giudiziaria finalizzate alla prevenzione e alla repressione dei reati ambientali, il Comando Stazione Forestale di Cagnano Varano alle dipendenze del Coordinamento Territoriale di Mone Sant’Angelo, ha deferito a piede libero all’Autorità Giudiziaria undici persone per violazione ai reati di natura ambientale e a tutela della sicurezza alimentare del cittadino. Nelle varie località “bagno, friscale, orti di tullio, fiumicello, orti e paludi, irchio e crocifisso”, in agro dei Comuni di Cagnano Varano, Carpino e Ischitella  dopo i dovuti controlli, fatti di  appostamenti e riprese video/ fotografiche anche con l’ausilio di  GPS in uso, sistema operativo SIM, venivano deferite all’autorità giudiziaria undici persone originarie di Cagnano Varano e Ischitella per aver esercitato attività di  pesca ai molluschi bivalvi nello specifico vongole veraci  con attrezzo denominato turbo soffiante/draga idraulica in assenza delle propedeutiche autorizzazioni ambientali e marittime.
Gli Agenti Forestali, intervenuti a seguito di varie segnalazioni 1515 per esercizio di pesca illecita e danneggiamento dei fondali marini nonchè per querele sporte per sfruttamento di specchi acquei dati in concessione, hanno denunciato i proprietari/conduttori dei vari natanti nella flagranza di reato per aver introdotto all’interno della laguna di Varano un attrezzo di cattura non consentito, per aver esercitato la pesca professionale con natante da diporto e con mezzi non consentiti, per aver deteriorato o distrutto un sito particolarmente protetto in quanto l’area è classificata sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale, deturpamento di bellezze naturali, inosservanza di norme relative alla sicurezza della navigazione in quanto gli attrezzi installati a bordo dei natanti da pesca non risultavano certificati e collaudati dalle autorità competenti, sottrazione, detenzione, commercializzazione e furto di prodotti alieutici provenienti da zone precluse ai pubblici usi in assenza del consenso dell’avente diritto, nonché detenzione e commercializzazione degli stessi e concorso nel reato.
L’operazione, eseguita con l’ausilio di altri reparti territoriali ha portato anche al sequestro amministrativo di due quintali di pescato, in quanto non accompagnato da documenti amministrativi che ne tracciassero la provenienza.
Quanto in sequestro veniva messo a disposizione dell’Autorità sanitaria che prontamente  intervenuta, disponeva l’immediata liberazione del pescato nelle acque di provenienza.
Sono ancora in corso indagini per individuare ulteriori responsabili.
Per segnalazioni in danno all’ambiente comporre il numero verde 1515.