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Per le Province si torna alle urne il 28 settembre

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Il documento chiarisce che sono eleggibili a consigliere provinciale e a presidente anhe tutti i consiglieri provinciali, tra cui i presidenti, delle Province i cui organi siano scaduti tra la fine del 2011 e il 2014 purché in carica al momento della loro scadenza.

 

I sindaci e consiglieri comunali in carica dovranno eleggere consigli metropolitani, presidenti delle Province e consigli provinciali nelle regioni a statuto ordinario. Lo prevede la circolare numero 32 del ministero dell’Interno, diramata lo scorso 1° luglio ai prefetti e contente le "Linee guida per lo svolgimento del procedimento elettorale". Si tratta di un’ ipotesi, seppur indicata dal Ministero dell’interno, ed in linea con quanto disposto dal decreto per la Pubblica Amministrazione nelle scorse settimane. Ma la prima vera scadenza, quella dell’8 luglio, termine, non perentorio, previsto dal decreto legge per la riunione della conferenza unificata Stato-Regione per trovare un primo accordo sul trasferimento delle funzioni, probabilmente non verrà rispettato. L’iter, infatti, è in fase di stallo, a causa delle differenti visioni fra enti locali. Da un lato l’Anci e l’Upi che condividono l’iter previsto dalla legge di riforma, dall’altra le Regioni che  vorrebbero da subito  la modifica del titolo V della Costituzione che affiderebbe ai nuovi enti poteri di attuazione e di legislazione, ma non di gestione. In attesa che il Parlamento affronti la cancellazione costituzionale delle Province, si applicherà la riforma prevista dalla legge Del Rio che prevede il superamento  del livello politico e di intermediazione amministrativa: i consigli provinciali e le nuove assemblee vengono, infatti, composti direttamente dai sindaci e consiglieri comunali dei comuni rappresentati. le nuove Province saranno a tutti gli effetti enti di area vasta. In Puglia ne sono previste cinque, Bari esclusa,  dal primo gennaio sarà Città metropolitana. Le competenze provinciali saranno trasferite alle Regioni e ai Comuni, fatta eccezione per l’ edilizia scolastica, i trasporti e l’’ambiente.

 

 

 

 

 

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