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Lo scontro tra Parco e trabuccolanti di Vieste persiste l’allarme degrado

Parco del Gargano e Comune viestano sono stati accu­sati dall’Associazione "La Rinascita dei Trabucchi” di essere i responsabili dell’attuale stato in cui versano le antiche strutture.

Disseminati lungo la costa garganica, vere "cartoline" del territorio col loro pino d’aleppo e le loro strutture spesso centenarie, i trabuc­chi sono opere d’arte da proteggere e sottrarre al­l’abbandono. Le polemiche sul loro stato sono sempre state molto forti negli ultimi tempi, specie a causa della diatriba tra l’associazione La Ri­nascita dei Trabucchi e l’Ente Parco Nazionale del Gargano. I trabuccolanti di Vieste sono arrivati ad ac­cusare i vertici del Parco di essere i "responsabili del degrado dei trabucchì": il Parco Nazionale del Garga­no per costoro sarebbe il colpevole principale, insie­me al Comune viestano, delle condizioni in cui ver­sano i trabucchi. Ma il presidente dell’area protetta garganica ha rea­gito con durezza. "Sono cri­tiche ingenerose, che non accetto. Evidentemente si dimentica che il Parco ha ri­conosciuto all’associazio­ne ben 70mila euro per la riparazione dei trabucchi. E senza avere nessuna com­petenza e non avendo nem­meno la possibilità di inci­dere sulle concessioni de­maniali o sull’uso del tra­bucco storico, perché altri non meriterebbero nulla in quanto sono diventati ri­storanti. Sono mesi che sto sollecitando il Comune di Vieste". "Il Parco del Gargano è sta­to l’unico ente pubblico ad intervenire per salvare i tra­bucchi e lo ha fatto quando" le disponibilità economiche lo consentivano, con ingenti finanziamenti per la valorizzazione e ristrut­turazione dei giganti co­stieri", spiegava Stefano Pecorella. "Ma, evidentemente, le somme investite non han­no sortito l’effetto deside­rato e si sono rivelate solo la panacea per tamponare una mancanza di strategia complessiva per il loro svi­luppo. Ho chiesto più volte al sindaco di Vieste Ersilia Nobile, autorità compe­tente assieme alla Capita­neria di Porto al rilascio delle autorizzazioni urba­nistiche e titoli concessori demaniali, di convocare una riunione alla quale far, partecipare tutti gli attori interessati alla salvaguar­dia dei Trabucchi per piani­ficare interventi comuni. Ho sollecitato gli operatori a farsi attori principali del­la valorizzazione dei trabucchi, ponendo un freno alle azioni strumentali pro­venienti da qualsiasi sog­getto associativo o politico che, perseguendo fini ed obiettivi parzialmente di­versi, ponevano a rischio l’azione di tutela dei beni posta in essere da tanti cit­tadini volenterosi". Ecco la replica dell’ associa­zione "La Rinascita dei Tra­bucchi Storici": "Gli anziani trabuccolanti già manutenevano e conserva­vano brillantemente i tra­bucchi storici del Gargano facendone il vanto del terri­torio tutto e rendendoli l’oggetto privilegiato di nu­merose trasmissioni televi­sive nazionali e internazio­nali e permettendo la visita – affascinandoli con lo spettacolo unico della pe­sca su un trabucco- i propri concittadini e migliaia di turisti. Il tutto, fatta ecce­zione per tre Trabucchi a Peschici con annesso risto­rante (su quindici ricono­sciuti storici da uno studio congiunto di Capitaneria di Porto e Parco Nazionale), senza alcuno scopo di lu­cro, a loro sole spese e, per più di sessant’anni, senza mai gravare per un centesi­mo sulle comunità locali. La maggior parte dei tra­bucchi del Gargano, so­prattutto a Vieste, sono ri­dotti a ruderi, in qualche caso anche pericolosi. Cer­tamente, la messa in sicu­rezza di questi è un’assoluta priorità. Solo chi non ne .ha mai visto uno può pensare che il problema" della loro amara rovina si possa, risolvere puntellando qual­che palo e inchiodando qualche asse. I trabucchi tutti hanno bisogno-senza perdere altro tempo – di una regolarizzazione soli­da e duratura con la quale poter aprire immediata­mente dei cantieri per re­cuperarli prima che sia troppo tardi". Quanto ai fondi del Parco: "I fondi provenivano, per un 20%, da uno stanziamento dall’allora Consiglio del Parco Gargano e per il re­stante da raccolte fondi, iniziative culturali, feste dei trabucchi e dall’ alacre e  indefesso lavoro di promo­zione dei soliti trabucco­lanti storici. Improvvisa­mente però, in un tavolo tecnico indetto nel gennaio del 2010 dal Comune di Vie­ste, dal Parco Gargano e dalla Capitaneria di Porto di Vieste (enti ben cono­sciuti dell’associazione vi­sto che partecipavano in pompa magna a tutti gli eventi e alle feste che la stessa organizzava a scopo promozionale sui trabuc­chi) si decide- a porte chiu­se – che l’associazione dei trabuccolanti non è riusci­ta a raggiungere l’obiettivo dell’ottenimento delle concessioni (mentre scrivo ho davanti quella del trabucco di Punta S. Croce ot­tenuta dall’associazione), la sfiduciano ufficialmente e da quel momento assu­mono direttamente l’onere delle concessioni e di cura­re i nostri trabucchi. Ad oggi pero, dopo più di quattro anni, purtroppo, davanti ho sempre e solo la conces­sione del trabucco di Punta S. Croce. Infine, quasi im­mediatamente dopo il ta­volo tecnico de1 2010, il sin­daco Ersilia Nobile ebbe anche la brillante idea di colpire tutti i trabucchi di Vieste con un’ordinanza di non uso e non, utilizzo".

Lucia Piemontese
L’Attacco