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Incendio Peschici/ Gli eredi DE NITTIS fanno causa contro la Regione e Ministeri

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Il 24 luglio 2007 un tragico incendio devastò Peschici, come noto a tutti. A causa dell’incendio persero la vita tre persone. A distanza di sette anni dall’evento nefasto, gli eredi del sig. Domenico DE NITTIS, che perse la vita a causa dell’incendio, hanno deciso di promuovere una causa civile contro la Regione Puglia, contro il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e contro il Ministero dell’Interno.

 

I sigg. Lucrezia L.M. PUPILLO, Michele DE NITTIS, Fausta DE NITTIS, Matteo DE NITTIS  e Giandomenica DE NITTIS, eredi del defunto Domenico DE NITTIS, rappresentati e difesi dall’Avv. Giuseppe FALCONE, da Peschici, operante nei Fori di Foggia e di Campobasso sia a livello civile che penale, al di là dell’aspetto economico, sono fermamente intenzionati ad ottenere giustizia per la perdita improvvisa del caro Domenico DE NITTIS.

L’Avv. Giuseppe FALCONE stima approssimativamente in circa quattro milioni di euro l’ammontare del risarcimento da richiedere ai convenuti. La lettera di messa in mora è stata già ricevuta dai due Ministeri e dalla Regione Puglia. Attualmente è in corso di redazione l’atto di citazione presso il Tribunale di Bari.
L’Avv. Giuseppe FALCONE

La morte del Sig. DE NITTIS si verificò a causa dei gravissimi ritardi nei soccorsi, dovuti alla negligenza degli Enti preposti.

Solamente alle ore 11.52 (ovvero quando già l’incendio aveva raggiunto vaste dimensioni ed aveva già provocato le ustioni gravissime al Sig. DE NITTIS, che ne avrebbero provocato la morte il successivo 27.7.07 presso l’Ospedale di Genova) al COAU perveniva la richiesta di concorso aereo da parte del COR della Regione Puglia per l’incendio nel Comune di Peschici.

La legge quadro sugli incendi boschivi n. 353/2000 affida alle Regioni la competenza in materia di previsione, prevenzione e lotta agli incendi. Alla Regione compete, innanzitutto, l’attivazione delle sale operative per consentire il coordinamento dei diversi soggetti che concorrono alla lotta agli incendi e all’intervento di protezione civile.

Le Regioni possono avvalersi del Corpo Forestale dello Stato tramite i centri operativi antincendi boschivi (art. 7, comma 5, della legge n. 353/2000).
Al Ministero dell’Interno sono attribuite le competenze in merito allo svolgimento dell’attività concreta per lo spegnimento degli incendi, compresi quelli boschivi, tramite il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile.

Con circolare prot. n. DPC/DIP/0043654 del 20.07.07 la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione civile, informava dell’aumento delle temperature per i giorni successivi i Presidenti delle Regioni, i Prefetti, il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, il Capo di Gabinetto del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso e della Difesa Civile, ed il Capo del Corpo Forestale dello Stato, rappresentando a tutte le Istituzioni l’esigenza di porre mano ad un’articolata ed incisiva opera di controllo e di governo della situazione.
   

In detta circolare, inoltre, si rinviava a quanto già disposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri con l’atto di indirizzo dell’1 giugno 2007 (“Indirizzi operativi per fronteggiare il rischio di incendi boschivi”), pubblicato sulla G.U. n. 133 dell’11 giugno 2007, per quanto riguarda la gestione delle attività di contrasto e di lotta agli incendi boschivi.
   

Il Presidente della Giunta Regionale della Regione Puglia già con decreto del 21 maggio 2007, n. 412 aveva dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi.
    Cionostante, tre persone persero la vita e questi tragici eventi avrebbero potuto essere evitati.


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