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Gargano/ Rifiuti in treno, “scontro frontale”

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Altro capitolo della querelle che oppone l’assessore regionale Nicastro ai sindaci dei Comuni del bacino FG/4. Giannatempo sostiene che l’immondizia del Gargano debba finire in discarica a Foggia.

Non è bastata la durissima replica dell’assessore re­gionale all’ Ambiente Lorenzo Nica­stro, per chiudere la polemica sul progetto di scambio intermodale (da rotaia a gomma, destinazione discarica) nell’inattivo interporto di Ce­rignola, dei rifiuti provenienti dai Comuni garganici, che è alla base dell’accordo tra Regione Puglia e Ferrovie del Gargano. A Nicastro re­plica, anche sulle politiche di gestio­ne dei rifiuti, il sindaco di Cerignola, Giannatempo, stavolta nella veste di presidente del Consorzio di Bacino Fg/4, il quale ribadisce la sua con­trarierà al progetto e ricorda all’as­sessore che 1’Ato provinciale ha di­sposto che «i rifiuti di tutti i comuni garganici vengano conferiti nell’im­pianto di Foggia, fatta eccezione per quelli di Manfredonia e Mattinata, che confluiranno nella discarica di Forcone Cafiero. Discarica – sotto­linea Giannatempo – che come l’Interporto, non è nella disponibilità della Regione Puglia». Lo scontro si fa dunque frontale, tenuto conto che le politiche di ge­stione del ciclo dei rifiuti degli Ato e degli Aro, provengono pur sempre da via Capruzzi. Ma Giannatempo rin­cara la dose: «Ricordo anche che gli impianti di smaltimento previsti in Capitanata sono tre: Foggia e Ceri­gnola, appunto, e, Deliceto. E che in ognuno di questi tre dovrebbe essere smaltito un terzo dei rifiuti prodotti nella provincia di Foggia. Trasfor­mare l’Inferporto in un luogo, delle operazioni di trasbordo dei container di rifiuti non significa trovare il bandolo della matassa per riquali­ficare la struttura. Perché far viag­giare i treni dei rifiuti garganici fino a Cerignola – dice Giannatempo det­tando la linea – spendendo inutilmen­te soldi pubblici, quando questi rifiuti dovranno essere smaltiti nell’impianto di Foggia?». Una impennata d’orgoglio, sebbe­ne tardiva, visto che giunge dopo anni in cui Consorzio e Sia hanno ingoiato centinoaia di migliaia di ton­nellate di rifiuti inviati a Forcone Cafiero da mezza Capitanata, senza troppi mugugni, salvo le autorefe­renziali sottolineature sulla magnanimità consortile, posta peraltro spesso a base della richiesta di finanziamenti per la dotazione di ulteriori impianti. Nell’occasione, poi, Giannatempo non perde l’occasione per ricordare che qualcuno dei co­muni garganici (senza far nomi, San Nicandro) «nel recentissimo passato si sono rifiutati sdegnosamente di ospitare sul proprio territorio im­pianti di biostabilizzazione dei rifiuti solidi urbani». Infine Giannatem­po giudica «incommentabili» le con­siderazioni di Nicastro sul mancato avvio dell’attività dell’Interporto.

Antonio Tufariello


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