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Camera di Commercio/«Imprese, la legalità paga» via al rating in Capitanata

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Ieri la presentazione della legge, il traguardo dei tre asterischi.

 

Il rating di un’impresa non è soltanto un concetto economico (vedi Basilea 3), ora c’è anche la certificazione etica a garanzia della linearità di un percorso imprenditoriale. La legge 24 del marzo 2012 e operativa da pochi giorni (il secondo regolamento è stato approvato il 5 luglio), contenuti e finalità sono stati oggetto ieri di un incontro in Camera di commercio perché fatta la legge adesso è bene, che questa venga recepita dai territori. E il rating per la legalità è soprattutto un simbolo – un asterisco – apposto a fianco al nome dì ciascuna impresa che volesse sotto­porsi a questo screening da parte dell’ Agicom, l’Autorità Garante per la concorrenza e – il mercato che com­pilerà materialmente 1’elenco. «Le aziende considerate più virtuose avranno tre asterischi – ha spiegato ieri Giuseppe Mongelli, direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Bari, Bat e Foggia – la normativa per accedere a questo strumento da parte delle imprese è semplice e lineare: non sono previsti oneri, né burocrazia». Le imprese che aspirano al rating, per la legalità sono quelle che si finanziano con i contributi pubblici e fanno ricorso al credito bancario: un buon voto in pagella, ovviamente, fa­cilita il percorso verso – il finanzia­mento. Le imprese che possono am­bire a far parte di questo elenco devono operare in Italia, dichiarare un fatturato annuo di almeno 2 mi­lioni di euro ed essere iscritte al Registro delle imprese da almeno due anni. Requisiti, come si può notare, non particolarmente difficili da mo­strare, ma certo qualche difficoltà potrebbero incontrarla la miriade di piccole e microaziende del nostro ter­ritorio specie per quanto riguarda il fatturato. Il sistema del rating, introdotto nel decreto Crescitalia, individua proprio nell’Agicom il soggetto attuatore il cui elenco «può diventare una sorta di vetrina delle imprese considerate af­fidabili in termini immediati di re­putazione, sia a livello nazionale che ; internazionale». Perciò l’invito del presidente della Camera di commercio alle imprese foggiane a «tener conto di questa opportunità – sot­tolinea Porreca – perché il rating può obbligare le banche e gli enti pubblici ad adottare quegli elementi di pre­ferenza di quelle imprese che possono vantare giudizi più elevati in termini di credibilità rispetto alle altre”.


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