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Scarcerato Angelo Notarangelo, boss dell’omonimo clan di Vieste (2)

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Scarcerazioni eccellenti nel giorno dell’Antimafia. Fuori per decorrenza termini quattro condannati per estorsione.

 

Proprio nel giorno della com­missione Antimafia a Foggia per affrontare a 360 gradi la vertenza sicurezza in Capitanata, da Bari arriva la notizia della scarcerazione di quattro pregiudicati foggiani tra cui il boss Fe­derico Triscioglio per decorrenza dei termini di custodia cautelare preventiva. Il provvedimento di revoca delle misure cautelari, a firma del gip del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli, accoglie l’istanza dei difensori degli imputati, condividendo i ritardi nel deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado (emessa dal gup Ambrogio Marrone nel febbraio 2013) e la mancata trasmissione per tempo degli atti alla Corte di appello di Bari per la celebrazione del processo di secondo grado.
La scarcerazione dei quattro pregiudicati è stata amaramente commentata dalla presidente della commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi, che ha chiesto al Csm, il Consiglio – superiore della magistratura, di fare chiarezza sull’intera vicenda. «Non posso che esprimere rammarico a nome dell’intera commissione parlamentare per la: scarcerazione di quattro esponenti della criminalità organizzata foggiana per decorrenza dei termini di custodia cautelare preventiva. E chiaro che ci rammarichiamo di questo, poichè coincide con la nostra presenza qui oggi. Credo che non mancheranno, da parte del Csm, delle indagini per capire di chi è la responsabilità. Siamo venuti qui dopo la notizia dell’assalto al caveau in stile militare per fortuna sventato dalle forze dell’ordine. Abbiamo deciso di accendere una luce perché le esigenze di questo territorio vengano ascoltate dal Governo. Noi faremo la nostra parte come commissione parlamentare, ma abbiamo netta la sensazione di una sottovalutazione del caso Foggia, di una provincia e regione dove si articolano diverse organizzazioni criminali, violente e dotate di mezzi straordinari, che hanno siglato un patto di non belligeranza».

Esce anche il boss che chiedeva il pizzo alle aziende turistiche di Vieste

Ritenendo affievolite le esigenze di custodia cautelare, i giudici del tribunale di Foggia hanno rimesso ieri in libertà Angelo Notarangelo; ritenuto dagli investigatori un ‘boss’ del territorio del Gargano e condannato nel febbraio scorso ad 11 anni di reclusione, insieme .ad altri imputati, per una serie di estorsioni ai danni di imprenditori turistici di Vieste. Il tribunale ha così accolto l’istanza del difensore di Notarangelo, l’avv. Francesco Santangelo. Il pregiudicato era in carcere da 39 mesi. L’uomo coinvolto nel processo Medioevo stava scontando i domiciliari a Termoli. Scarcerandolo, i giudici hanno disposto nei suoi confronti l’obbligo quotidiano di fir­ma della presenza dai carabinieri. Quando era stato condannato il tribunale di Foggia non aveva riconosciuto a Notarangelo, nè agli altri imputati condannati, l’aggravante mafiosa. «Grave e incomprensibile la decisione di scarcerare il boss Angelo Notarangelo, con­dannato a 11 anni per estorsione. Ci sembra un pessimo segnale per quegli imprenditori che, denunciando il pizzo e costituendosi parte ­civile nel processo, hanno reso possibile quella condanna», ha affermato Claudio Fava, vi­cepresidente della Commissione Antimafia. 


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