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Reporter della Tua Città/ Ordinanza abbattimento animali: “stò con gli animalisti”

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Non posso che condividere le proteste delle associazioni animaliste in riguardo all’ordinanza del Prefetto di Foggia che, seppure singolare, merita però rispetto e – a mio parere – anche la giusta interpretazione o suggerimento.

Tenterò di farlo come Responsabile territoriale dell’Ufficio di Vieste del Servizio Veterinario della ASL. Gli animali, proprio perché tali, non hanno la forza della ragione e neanche l’intelligenza. Essi agiscono solo per istinto e se ai cigli delle strade trovano erba buona da mangiare, è normale che ne approfittino come è normale che non si rendano conto del pericolo che essi stessi corrono e che fanno correre agli altri. L’ordinanza, a primo acchitto, sembra che voglia punire gli animali vaganti con la “morte in diretta” quando sarebbe più logico punire gli allevatori che si rendono responsabili di quello che è un reato a tutti gli effetti. Per sostenere la proprietà di un qualsiasi animale bisogna poter risalire attraverso il contrassegno auricolare, che però può essere facilmente asportato o smarrito. Ultimamente, grazie a un Decreto Nazionale e Regionale, nella provincia di Foggia è divenuto obbligatorio, oltre ai contrassegni auricolari, l’ inserimento di un trasponder elettronico inamovibile (bolo endoruminale) sia per i bovini che per gli ovicaprini. Per i  cavalli rimane  quello di inserire il microchips sottocutaneo.
Mi rendo conto che non è facile inserire il trasponder negli animali di grossa mole, ma questo non lo rende impossibile. Ma sarebbe necessario un controllo severo esteso per tutti gli allevamenti con la collaborazione di tutti gli Organi  di  Polizia Giudiziaria, e non solo per quelli ricadenti nel territorio di Vieste, che sembra essere al centro dell’attenzione. Anche se la situazione viestana ha destato troppe volte apprensioni e preoccupazioni e qualche lutto, molti allevatori degli altri Comuni non credo che siano più attenti e più responsabili. L’Ordinanza Prefettizia, a mio parere, avrebbe dato lo stesso risultato e avrebbe sollevato meno incertezze se si fosse pensato di sequestrare gli animali vaganti  con opportuni mezzi  di contenzione e di  trasporto verso un luogo custodito. Attraverso gli identificativi si può facilmente risalire al proprietario, addebitandogli  tutte le spese, pena la non restituzione dell’animale, e una grossa sanzione amministrativa. Qualora totalmente sprovvisto di qualsiasi tipo di identificazione – e solo allora – si dovrebbe pensare a un impianto di mattazione  per destinare le carni  al libero consumo  se giudicate idonee. Il ricavato tamponerebbe in parte le  spese sostenute.

Dr. Bartolo Baldi


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