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Vico/ Il Paese dell’amore, degli ulivi e degli agrumi

S. Menaio, la frazione sul mare, è conosciuta per l’Arancia bionda del Gargano e il Limone femminiello del Gargano commerciato soprattutto negli Stati Uniti.

 

E’ più noto come il paese del­l’amore», Vico del Gargano. La sua frazione San Menaio è una rinomata località balneare. Il territorio comunale presenta un’escur­sione altimetrica accentuata (da 0 a 782 m. sul livello del mare), si passa dalle alture submontane della Foresta Umbra, alle spiagge di San Menaio e Calenella. Il paesaggio nell’interno è tipico del bosco di faggi e di abeti, lungo la costa sono presenti foreste di pini d’ aleppo (Pineta Marzini). Diffusissimi uliveti secolari e agrumaie. Vico del Gargano costituisce il cuore del Parco nazionale del Gargano comprendendo nel suo territorio la maggior parte della Foresta Umbra Secondo la tradizione· storiografica, il centro abitato odierno prese inizio nel 970 in prossimità di una necropoli dell’età del ferro posta su un’altura chiamata Tabor ad opera di slavi venuti dalle coste orientali dell’Adriatico come predoni e conquistatori. Gli slavi si mescolarono ai residenti raccolti in un unico centro fortifi­cato che fu chiamato Vico. Sempre se­condo questa tradizione, la cittadina fu fondata dal leggendario condottiero schiavone Sueripolo nel 970 d.C., ma il primo documento ufficiale che attesta, la presenza di un "Castrum Vici sul Gargano risale al 1113 (secondo i do­cumenti ritrovati nell’ Archivio di Stato di Napoli) quando i Normanni conqui­starono il Gargano, i quali costruirono a Vico una prima fortezza, un castello che sarà in seguito ampliato da Federi­co II di Svevia nel 1240. Agli Svevi si succedettero gli Aragonesi. Durante il periodo feudale Vico fu territorio delle più importanti famiglie napoletane, tra le quali i Caracciolo e gli Spinelli. Il pe­riodo dei Lumi portò un rinnovamento culturale che culminò con la fondazio­ne della celeberrima Accademia degli Eccitati, la nascita di Michelangelo Ma­nicone, l’innalzamento dell’Albero della libertà e la costruzione del cimitero monumentale di San Pietro extra moe­nia (uno dei primi in Europa). L’Otto­cento vide la nascita ed il prosperare della coltivazione ed il commercio de­gli agrumi. Attività fiorenti fino a metà Novecento ed oggi in declino. Durante l’unità d’Italia fu paese Realista e sede di molte bande di partigiani borbonici che, fedeli al re Borbone, combatterono per restaurare l’antico trono. La Foresta Umbra era la loro base sul Gargano.