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Vico – “LAMPA, LAMPA, LAMPA, CHI MORE E CHI CAMPA!”

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Viaggio lungo le strade della musica popolare, garganica e pugliese – Una serata proposta da Ferruccio Castronuovo
“Lampa, lampa, lampa chi more e chi campa, campa la fortuna e Die mie dammene una!”. Un proverbio, una piccola filastrocca, ma anche una considerazione sul valore della vita che ci da lo spunto per parlare di musica popolare.

Una cultura tramandata di padre in figlio, o da nonno a nipote, che ci fa conoscere e riscoprire ancora una capacità molto istintiva di comporre, di immaginare e di inventare canzoni, ballate e filastrocche.

Un interessante itinerario che partendo dai canti popolari della Puglia, e in particolare del Gargano, con le sue canzoni, con le  sue tarantelle, racconta un po’ del nostro passato, della nostra storia.
Vogliamo in mettere in evidenza il valore particolare delle ballate, delle cronache di fatti veri, raccontate dai cantastorie e poi  le curiose invenzioni delle filastrocche e delle canzoni “non sense”.

La musica popolare, che è la testimonianza di una cultura di grande valore, è nata in un mondo di semplicità e di apparente ignoranza. Per molto tempo è stata presa in considerazione solo marginalmente ed  è stata esclusa dalla cultura ufficiale e scolastica senza ricevere la giusta valorizzazione . Oggi soprattutto i giovani stanno riscoprendo i valori di questa cultura che è anche una espressione collettiva di sentimenti, di emozioni, di considerazioni sulla vita, una voglia di raccontare, ma anche di suonare, cantare e ballare che spesso coinvolge un intero paese.  
Ernesto De Martino, Diego Carpitella, Alan Lomax, Roberto Leydi, sono alcuni dei nomi legati agli studi ed alle più importanti ricerche di etnomusicologia,  ma non bisogna dimenticare che uno degli autori che più hanno amato e parlato della cultura popolare italiana è Pier Paolo Pasolini. Sono di Pasolini infatti alcun delle più belle e documentate raccolte di canti popolari  con il libro “CANZONIERE ITALIANO”.

Nella musica popolare non si ha la distinzione di ruoli tra il compositore e l’interprete. Spesso i brani si tramandano senza che se ne ricordi il primo autore e inoltre ogni musicista può reinterpretare con molta libertà il repertorio che ha appreso. Succede quindi che un canto si modifichi gradualmente nel tempo, con il sommarsi delle varianti apportate da diversi cantori.
La documentazione, la registrazione, quindi dei canti popolari è sempre parziale ed è legata a persone, a momenti storici e sociali ed al passaggio del tempo sul territorio.
Il brano più noto del repertorio popolare di Vico, per esempio, “La via della fontanella” è cantato in molte zone del sud con varianti nel testo e nella musica e qualche studioso suggerisce un’origine molto lontana legata al periodo di Federico II ed alla sua corte di trovatori e di cantastorie.
Importante quindi anche a Vico del Gargano poter raccogliere, documentare, recuperare e conservare questa nostra cultura popolare che recentemente è stata riconosciuta dall’UNESCO come capolavoro “orale e immateriale del Patrimonio Culturale dell’Umanità”.
(F.C.)


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