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Il Parco celebra la caccia e Lipu e Wwf insorgono: “Parco giochi per armieri”

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Trenta ettari di area protetta per il “Game Fair”

 

Si svolge tutto in un week-end, quello del 6 e 7 settembre ma, determina provinciale alla mano, occuperà oltre 30 ettari di Parco del Gargano, compresi 15 ettari anche in Sito di Importanza Comunitaria (SIC della Pineta Marzini), per circa quindici giorni di cantierizzazione, in vista dell’allestimento di una manifestazione che la Lipu regionale non ha mancato di denunciare come una “legalizzazione di sparatorie e provocazioni venatorie”. Durissima, la dichiarazione di Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia: “Fra quelli che festeggeranno all’interno del Parco del Gargano vi saranno anche quelli  che difendono la caccia ai piccoli uccelli, le deroghe illegali ai calendari venatori, che diffondono i cinghiali distruggendo l’altra fauna, che entrano impuniti nei terreni altrui, che si battono per poter nuovamente sparare a uccelli protetti dalla Unione Europea”

 
“SCONCERTANTI” I PARERI DI ENTE PARCO E PROVINCIA. “Si scrive Game Fair, si legge promozione di armi, munizioni e caccia, con tanto di attività di tiro e contorno di falconeria”: un parco giochi per armieri e cacciatori, secondo il parere della Lipu, la quale definisce “sconcertanti” i pareri positivi rilasciati dalla Provincia e dall’Ente Parco, in merito ad una manifestazione che, per quanto legale e autorizzata, potrebbe mettere a dura prova l’equilibrio ambientale e faunistico di un’area protetta. La “due-giorni” (con allestimento lavori di 15 giorni), avrà luogo nella baia di Calenella, in località Vico del Gargano e, come conferma la determina provinciale entrando nello specifico delle attività, dovrebbe portare molte centinaia di appassionati in luogo. Taglio erba, parcheggio, posizionamento segnaletica, spazi per spettacoli dei cani, piazzole di tiro, tiro a segno, montaggio e allestimento stand: queste alcune delle misure previste per il week-end, in pieno Parco del Gargano. Cui si aggiungono allestimenti di strutture bar e ristoranti, stazionamento animali, realizzazione di impianti idrici, elettrici e scarichi, 100 cestoni per immondizia e container per i rifiuti, 34 bagni chimici, impianto fonico su tutta l’estensione.

“UN DISAGIO LIMITATO”. La denuncia della Lipu pertanto, ufficializzata lo scorso 22 agosto (rivolta al Ministro dell’Ambiente, Corpo Forestale, Protezione Civile regionale, Vigili del Fuoco e Servizio Territorio della Regione), è chiara e, nello specifico, ecco cosa contesta: “La pericolosità per il rischio di incendio e le attività espressamente vietate dalle norme di salvaguardia e dai regolamenti in area parco, quali le attività di sparo, il disturbo alla fauna selvatica, il trasporto di armi, l’introduzione in aree aperte di animali alloctoni e l’uso di rapaci da falconeria in attività di liberazione/predazione di animali equiparate ad attività di caccia”. Ciononostante, oltre al sì dell’Ente Parco, il settore Ambiente della Provincia di Foggia ha espresso parere favorevole, concentrando tutto in due punti (e fa riflettere che nel secondo di parli espressamente di “disagio”, nonostante il parere positivo): “Si esprime il suddetto parere considerato che il disagio che comporterà l’intervento, relativamente alle finalità di protezione del SIC, è limitato, sia nel tempo, che come effetti prodotti”.

“LOBBY DEI CACCIATORI”. Per Enzo Cripezzi, della Lipu pugliese, verrà sovvertito “Il principio fondante di ‘area protetta’, umiliato da una iniziativa diseducativa per la crescita culturale e fuorviante per il rispetto di un Parco Nazionale”. Alla tavola rotonda – fanno sapere non senza critica Lipu e Wwf – siederanno il Presidente del Parco Pecorella e quello di Federcaccia, la rappresentanza di Legambiente nazionale e quella del Comitato Nazionale Caccia e Natura, organizzazione di armieri e cacciatori, oltre al Presidente di Federparchi. Di tutto ciò, insistono dalla Lipu, “è chiamato a risponderne politicamente il presidente Pecorella dal quale non si possono accettare posizioni ambigue: se gradisce farsi coinvolgere dalla lobby dei cacciatori e dall’industria di armi e munizioni può farlo ma non trascini il Parco del Gargano che rappresenta a nome della Nazione”.
          
Alessandro Galano   
 
 


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