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Peschici/ “Morì nel rogo per i ritardi a domarlo”

Chiesti 4 milioni a Regione e ministeri. La causa civile dai parenti di una delle tre vittime dell’incendio divampato il 24 luglio del 2007.

 

I familiari di una delle vittime del rogo di Peschici di 7 anni fa avviano una causa civile e chiedono i danni – nell’ordine di quattro milioni di euro – a Regione Puglia, ministeri dell’Interno e dell’ Agricoltura: sostengono che il parente morì per i ritardi nelle opere di spegnimento dell’incendio. L’iniziativa è dei familiari di Domenico De Nit­tis: De Nittis nel 2007 aveva 62 anni e faceva il commerciante ambulante di olive. Il 24 luglio di 7 anni fa – quando le fiamme divamparono a Peschici in quella tragica mattinata di fuo­co e terrore, contrassegnata’ dalla tragica morte di 3 per­sone e dalla fuga di migliaia di residenti e villeggianti per sfuggire al rogo – si trovava dalle parti di Manaccora. Il fuoco lo sorprese all’improv­viso. Lo ritrovarono con gra­vissime ustioni, ma ancora vivo anche se in condizioni disperate. Proprio la gravità delle ustioni riportate impose l’im­mediato trasferimento del commerciante garganico in elicottero a Genova in un ospe­dale, nel centro grandi ustio­nati di Villa Scassi attrezzato per curare lesioni di quel tipo. Ma purtroppo ci fu poco da fare. Il commerciante perì, do­po tre giorni di atroci sof­ferenze, II 27 luglio 2007. Fu la terza e ultima vittima – delle tre accertate, di quel rogo mor­tale. Le altre due (Carmela e Romano Fasanella, di 81 e 71 anni, entrambi di Peschici, fratello e sorella; rimasti intrap­polati dal fuoco mentre sta­vano rientrando a casa in auto ed i cui  corpi furono trovati carbonizzati sull’asfalto dai soccorritori) perirono lo stesso giorno dell’incendio. Oggi a distanza di sette anni da quel giorno di lutto e lacrime gli eredi di De Nittis (sono cinque: Lucrezia Pupillo, Michele De Nittis, Fausta De -Nittis, Matteo De Nittis e Giandomenica De Nittis, assistiti dall’avvocato Giuseppe Falco­ne) hanno deciso di promuovere una causa civile contro la Regione Puglia, contro il mi­nistero delle politiche agricole e forestali e contro il ministero dell’Interno. «La morte del si­gnor De Nittis si verificò a causa dei gravissimi ritardi nei soccorsi, dovuti alla ne­gligenza degli enti preposti» è la motivazione del ricorso for­nita dal legale. Il quale stima approssimativamente in circa quattro milioni di euro l’ammontare del risarcimento da richiedere. La lettera di messa in mora è stata già ricevuta dai due mi­nisteri e dalla Regione Puglia. Mentre attualmente è in corso di redazione l’atto di citazione presso il Tribunale -di Bari. L’avvocato Falcone spiega di agire per conto degli eredi di Domenico De Nittis non solo per motivi economici. I fami­liari dell’uomo morto per la gravità delle lesioni sono infatti intenzionati – al di là dell’aspetto economico- ad ot­tenere giustizia per la perdita improvvisa del congiunto. Co­sì il legale della famiglia De Nittis ricostruisce cosa suc­cesse quel 24 luglio di sette anni fa: «Solamente alle ore 11.52, ovvero quando già l’in­cendio aveva raggiunto vaste dimensioni ed aveva già pro­vocato le ustioni gravissime al signor De Nittis, che ne avreb­bero provocato la morte il suc­cessivo 27 luglio 2007 presso l’Ospedale di Genova, al "Co­au” pervenne la richiesta di concorso aereo da parte del "Cor" della Regione Puglia per l’incendio nel Comune di Pe­schici».

Francesco Trotta