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Maltempo Gargano, a San Marco si contano i danni. Cera accusa i costruttori

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Il sole ha fatto capolino tra le nubi grigie che per quasi tre giorni hanno scaricato sul Gargano almeno 300 millimetri di pioggia, provocando allagamenti, frane e smottamenti.  La zona maggiormente colpita è quella tra San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis dove gli sfollati sono 200. Nel pomeriggio di ieri, grazie alla tregua che il maltempo ha concesso, a San Marco è iniziata la stima dei danni: fortunatamente nessun problema alle persone, solo tanta ma tanta paura per una notte trascorsa in strada. Molte abitazioni e scantinati sono stati invasi da acqua e fango, ma già in serata con l’ausilio dei volontari della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco è tornata la normalità. Resta, invece, il problema delle frane: ne sono state riscontrate almeno sette, tutte nella zona alta del paese a ridosso della montagna dove sono state costruite diverse case. Il sindaco, Angelo Cera, parla di disastro annunciato e accusa gli imprenditori edili. "Purtroppo vige la legge dei costruttori che pensano solo a guadagnare senza pensare alla sicurezza dei cittadini. Non si possono fare case sui terrazzamenti con i balconi attaccati alla montagna. Ecco perchè succede questo. E’ una situazione molto grave e pericolosa quella che stiamo vivendo in queste ore. Spero che il ministro dell’Ambiente Galletti possa venire a trovarmi per rendersi conto di persona della grave situazione in cui versa il nostro paese". Da oggi, tempo permettendo, inizieranno i sopralluoghi dei tecnici comunali e dei Vigili del Fuoco per determinare gli interventi da effettuare per evitare che si ripetano episodi analoghi. Priorità assoluta, monitorare costantemente le frane e mettere in sicurezza quelle zone dove si sono verificati gli smottamenti più pericolosi. Riaperte, questa mattina, al traffico anche quelle arterie chiuse per la presenza di fango e detriti sulla sede stradale.


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