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Alluvione/ Gli operatori a Vendola: «Ora aiutateci, qui il turismo rischia di finire sottoterra»

Anche l’industria delle vacanze reclama attenzione, molte aziende del settore costrette a chiudere per i danni subiti dalle alluvioni. Resta problematica la situazione in cui versano importanti strade di collegamento da e per il Gargano danneggiate dal maltempo.

 

Ha incontrato operatori, ammi­nistratori, ha effettuato sopralluo­ghi nei punti più colpiti dal nu­bifragio di sabato mattina. Come aveva promesso, il presidente del­la Regione Puglia; Nichi Vendola, – s’è stretto, non solo idealmente, al Gargano martoriato dalle avver­sità atmosferiche, recandosi in vi­sita nei Comuni maggiormente colpiti dall’alluvione (San Marco in Lamis, Carpino, Rodi, Peschi­ci), per portare non solo la soli­darietà dell’ente ma soprattutto per vedere con i propri occhi ciò che è accaduto per poi decidere sul da farsi per la ricostruzione. Accorato l’appello lanciato al pre­sidente della Regione da Rossella Falcone, presidente del Consorzio operatori turistici. «Siamo preoc­cupati per le conseguenze che que­sta catastrofe avrà sul nostro la­voro – ha sottolineato l’imprendi­trice – perché la ripresa sarà molto difficile. Chiediamo alla Regione che ci dia una mano attuando un’apposita campagna di promo­zione sui media e che trovi la pos­sibilità di individuare sgravi fiscali con cui sostenere le aziende colpite». il presidente Vendola ha assicurato che un piano di comu­nicazione è ‘già in fase di studio mentre vedrà se ci sono soluzioni sotto l’aspetto fiscale. Il governatore pugliese, accom­pagnato dall’ europarlamentare Elena Gentile; gli assessori regio­nali Leo Di Gioia e Guglielmo Mi­nervini, nel corso di una improv­visata confèrenza stampa svoltasi a Peschici, ha poi evidenziato e sottolineato il lavoro svolto dalla macchina dei soccorsi. «Quasi mille persone – ha detto – hanno preso e stanno prendendo parte alle operazioni di soccorso. In par­ticolare 400 volontari a cui va il mio ringraziamento per questi ge­sti di generosità nei confronti del prossimo». «Voglio evidenziare – ha ancora riferito – che grazie a tutte le forze messe in campo, con i mezzi anfibi e aerei, con il "118", con i tutori dell’ordine, abbiamo salvato molte vite umane. I danni sono ingenti e forse non sono per­cepiti immediatamente. Ci sono uliveti che si sono trasformati in immense petraie o sono allagati senza possibilità di drenaggio e che rischiano di morire di asfissia. Nelle prossime settimane avremo la possibilità di vedere ciò che era agricoltura e che ora si è trasformato in una sorta di cimi­tero botanico. Ciò significa che gli interventi devono riguardare la riorganizzazione di tutte le infra­strutture colpite». Vendola ha aggiunto che «quel­lo che abbiamo visto in questi ter­ritori fa male al cuore. Dobbiamo offrire ai produttori" di ricchezza, perché il Gargano è il cuore della ricchezza di tutta la Capitanata, le risorse per rimettersi in piedi. Dobbiamo ricostruire le spiagge, dobbiamo restituire al Gargano intatta la sua,bellezza e forse que­sta è l’occasione per evitare la lo­gica della toppa sul buco. Bisogna andare in profondità Credo che non possiamo non dirci fino in fondo tuta la verità in tal senso». Ma per fare tutto ciò occorre tempo. Quali saranno le tappe per arrivare a ricostruire ciò che la marea d’acqua ha distrutto? «Noi -abbiamo detto ai sindaci – ha ri­ferito in merito il presidente Ven­dola – di provvedere subito con la redazione di delibere per inter­venti di somma urgenza. La Re­gione, attraverso di me, si impe­gna a coprire gli interventi che verranno richiesti, perché ci Sono problemi urgentissimi da risolve­re, come la viabilità ed altre si­tuazioni davvero drammatiche che vanno normalizzate».

Gianni Sollitto