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Reporter della Tua Città/ Alluvione Gargano: riflessioni di una volontaria di protezione civile

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Nel 2007 il fuoco, oggi l’acqua.  Ho vissuto entrambe le tragedie da volontaria della Protezione Civile, guardando in faccia gli sfollati e la loro disperazione. La natura si sta riprendendo ciò che era, è e sarà sempre suo: il territorio e quanto su di esso vive. E’ il momento di riflettere seriamente. I cittadini hanno costruito dove non dovevano e le istituzioni, pur di fare cassa con le varie sanatorie, hanno avvallato l’illecito: tutti responsabili. Inutile ora scatenare polemiche su chi e come doveva intervenire, guardiamo avanti. C’è solo una cosa da fare: ripristinare i canali e corsi d’acqua che oggi dopo l’alluvione sono ben chiari, anche se per farlo ci saranno da sacrificare edifici. Il prezzo da pagare, se non lo faremo sarà sempre più alto, in vite e in denaro. Mettiamo da parte la nostra innata sete di dominio e per una volta ammettiamo la non onnipotenza dell’uomo, il nostro fallimento. Lasciamo che la natura ci indichi la strada e per una volta ascoltiamola con umiltà, ne avremo solo da guadagnare noi e le generazioni che verranno.           

Francesca Toto


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