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Alluvione/ A Peschici se la prendono tutti con il Consorzio Frattarolo

“Colpa loro, nulla è abusivo”. Imprenditori agricoli, turistici e ristoratori puntano il dito contro l’ente di bonifica. “I lavori nei canali sono pessimi”. Indaga la procura.

 

La procura di Foggia, su segnalazione del Co­mando provinciale dei Carabinieri, ha aperto un fascicolo per i reati di disastro colposo, omicidio colposo, violazioni alle leggi urbanistiche, omissione di atti d’uffi­cio. E’ questa la notizia del giorno, che giunge direttamente dal Tribunale del capoluogo di provincia. Insomma, se qual­cuno ha sbagliato, ente o pri­vato che sia, sarà la Procura a stabilirlo e, nel caso, andrà a giudizio. Nel giorno in cui diversi im­prenditori turistici e agricoli di Peschici raccontano l’intenzione di voler portare in Tribunale il Con­sorzio di Bonifica del Garga­no del presidente,Giancarlo Frattarolo, una mano la ten­de loro la Procura. Ma perché gli imprenditori vogliono fare causa al Con­sorzio? "Dopo tante belle pa­role, orasi è visto realmente che cosa hanno combinato" – spiegano diversi gestori di attività ri­cettive e agricole del comune peschiciano – "Non possono cavarsela dicendo che è col­pa dell’ abusivismo se si sono verificati danni ai canali e al­le strutture, qui nulla è abusivo. Non ci sono vincoli su questo territorio e chi rilascia i permessi per costruire lo sa benissimo. Ora basta, la col­pa di tutto è del Consorzio e dei lavori fatti male”. In particolare a far notare i danni subiti dall’esondazio­ne del canale Ulse è Enzo, ge­store di Pane & Vino un loca­le ai piedi di Peschici. "Il canale non ha retto, è ve­nuto giù tutto e i massi si sono protratti per diverse decine di metri, rischiando di prendere in pieno gli animali e i camper che sono sommersi dal fango". I canali non han­no retto per la troppa acqua scesa In così poco tempo, o, secondo Enzo, ci" sono altri fattori? "La colpa non è nè della pioggia (che comunque ne è stata tanta) nè del tanto chiacchierato abusivismo, bensì del canale fatto in ma­niera assurda. I massi non fanno da argine, e il canale doveva essere più profondo. In questo modo, avremmo potuto evitare tutto quello che è successo. Non posso di­re ai proprietari dei camper di venire a prenderseli perché non so come toglierli dalla morsa del fango, Se non ven­gono dal Consorzio o dal­l’esercito a sistemarmi la pro­prietà, io non so davvero cosa fare, come muovermi. Sono solo, ecco, non so da dove co­minciare e con quali mezzi". Il lamento disperato di Enzo si associa a quello dei tanti al altri imprenditori dei settori ricettivo e agricolo che hanno deciso di voler fare chiarezza su quanto accaduto nei gior­ni dell’ alluvione che ha mes­so in ginocchio il Gargano promuovendo una class action tra tutti i gestori di attivi­tà danneggiati. Abbiamo deciso di creare . Una coalizione, tutti insieme, a fare causa al Consorzio di Bonifica del Gargano. Noi non ce la prendiamo con Frattarolo personalmente, nulla da dire, ma sui lavori ef­fettuati male nei canali che hanno portato al disastro di questi giornni. Abbiamo subito danni inquantificabili. quanto saranno? 60, 70, 80 milioni di euro? A noi interes­sa che ci paghino, ma soprat­tutto che ci paghi chi ha sba­gliato e le colpe; per quello che è il nostro modo di vede­re le cose, ci sono e vanno accertate". Una commissione d’inchie­sta, perizie tecniche, sopralluoghi con le autorità civili e militari: tutto quello che può essere fatto per appurare se effettivamente il Consorzio di Bonifica del Gargano abbia delle colpe nei danni causati dalla pioggia dei giorni scorsi, sarà fatto. Parola degli imprenditori di Peschici. Lunedì, il presidente del Con­sorzio, Frattarolo, dichiarava che "il Consorzio, a conferma della consolidata vicinanza alle comunità gravemente colpite dagli eventi atmosfe­rici eccezionali, ha immedia­tamente attivato le proprie strutture operative per l’accertamento delle criticità, in particolare in quelle aree che hanno per la prima volta mo­strato segni di estrema debolezza dal punto di vista idrogeologico". Ma nemmeno queste dichia­razioni sono piaciute ai peschiciani: "Sono solo parole che vanno ad aggiungersi a quelle dette da anni. Intanto, noi ci ri troviamo i terreni pie­ni di fango, i canali Ulse e Kà­lena non sono più agibili, e una minima pioggia anche di pochi minuti potrebbe ripor­tare il disastro da queste par­ti. E’ finito il momento delle chiacchiere, ora bisogna ve­dere chi ha sbagliato, e i re­sponsabili devono pagarla".

G. F. Ciccomascolo
L’attacco