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Dissesto idrogeologico, sul Gargano ci sono i soldi ma i lavori non iniziano

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Andate sul sito web www.dissestopuglia.it, capirete come il disastro avvenuto la settimana scorsa sul Gargano poteva essere evitato, o quanto meno limitato.  La normativa da visionare attentamente è quella del 25 novembre 2010: un Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e Regione Puglia finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico. La maggiore parte degli interventi in provincia di Foggia, tra Gargano e Monti Dauni per un importo complessivo di 210 milioni di euro. Interventi che dovevano riguardare anche le zone del Gargano alluvionate recentemente come il canale di Kalena (foto) a Peschici (importo stanziato 2,5 milioni di euro), il tratto di costa a ridosso di San Menaio (850 mila euro) e le zone montane dell’abitato di San Marco in Lamis (1,8 milioni). Lavori appaltati, ma mai eseguiti perchè occorrevano i pareri tecnici degli enti preposti sul territorio. In quattro anni non si è riusciti a convocare la Conferenza di Servizi per raccogliere le carte necessarie per avviare le opere di mitigazione del dissesto idrogeologico. In questi anni a dirigere l’ufficio per l’attuazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico nella regione Puglia, si sono alternati Maurizio Croce e l’ex sindaco di Manfredonia, Paolo Campo, i quali hanno firmato l’aggiudicazione dei lavori.


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